venerdì, 19 agosto 2022
Medinews
10 Marzo 2009

INDUZIONE DELL’OVULAZIONE E RISCHIO DI CANCRO

Un rischio più elevato di sviluppare vari tipi di cancro o di neoplasie ematologiche è stato osservato nelle donne sottoposte a stimolazione dell’ovulazione per almeno un anno prima del concepimento. Sono ancora poche, infatti, le certezze in questo campo. Ricercatori israeliani hanno condotto uno studio di popolazione a lungo termine, pubblicato nell’American Journal of Epidemiology (leggi abstract originale), su una coorte storica di 15030 donne in età fertile arruolate nel Jerusalem Perinatal Study, che ha dato origine nel 1974-1976 ad un survey post-partum a lungo termine. Entro il 2004, 1215 donne hanno sviluppato cancro e 567 tra queste avevano ricevuto farmaci per indurre l’ovulazione. L’analisi multivariata ha indicato che l’incidenza di sviluppare qualsiasi tipo di cancro era aumentata del 36% (hazard ratio [HR] = 1.36; intervallo di confidenza [IC] 95%: 1.06-1.74) nelle donne sottoposte ad induzione farmacologica dell’ovulazione. Il rischio di cancro all’utero era triplicato nelle donne trattate con questi farmaci (HR = 3.39; 95% IC: 1.28-8.97), ma aumentava ulteriormente se si trattava di clomifene (HR = 4.56; IC 95%: 1.56-13.34). Nessuna associazione invece è stata evidenziata tra uso di questi farmaci e cancro ovarico (HR, aggiustato per età = 0.61, IC 95%: 0.08-4.42). L’induzione dell’ovulazione è stata associata ad un aumento del rischio di cancro alla mammella ai limiti della significatività (HR = 1.42; IC 95%: 0.99-2.05). Un aumentato rischio è stato osservato anche per il melanoma maligno (2.6 volte con clomifene) e il linfoma non-Hodgkin (2.5 volte). Gli autori però consigliano studi di follow-up che permettano di approfondire le conoscenze sui farmaci utilizzati in questo campo, ma anche quelle riguardo la possibile associazione tra ormoni e certi tipi di tumori, quali il melanoma e il linfoma non-Hodgkin.
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