martedì, 4 ottobre 2022
Medinews
7 Ottobre 2014

INDICE DI MASSA CORPOREA E RISCHIO DI 22 TUMORI SPECIFICI: STUDIO DI POPOLAZIONE SU 5.24 MILIONI DI ADULTI NEL REGNO UNITO

L’indice di massa corporea (BMI) sarebbe associato al rischio di cancro, con evidenti effetti sulla popolazione. Un elevato BMI predispone allo sviluppo di numerosi tumori sito-specifici, ma non è stata mai affrontata una caratterizzazione su larga scala, sistematica e dettagliata, del modello di rischio nei più comuni tumori, aggiustato per i potenziali fattori di confondimento. I ricercatori della London School of Hygiene and Tropical Medicine di Londra hanno esaminato i legami tra BMI e i più comuni tumori sito-specifici. Utilizzando i dati relativi alle cure primarie di pazienti inclusi nel Clinical Practice Research Datalink con i dati di BMI, gli autori dello studio pubblicato sulla rivista The Lancet (leggi testo) hanno usato i modelli di Cox per esaminare le associazioni tra BMI e 22 tumori più comuni, aggiustando per i potenziali fattori di confondimento. Hanno utilizzato modelli lineari e non-lineari (interpolazione ‘spline’) ed esaminato la modificazione dell’effetto in relazione a sesso, stato menopausale, abitudine al fumo ed età, e ne hanno calcolato gli effetti di popolazione. Nello studio sono stati inclusi 5.24 milioni di persone e 166955 hanno sviluppato uno dei tumori di interesse. Il BMI è stato associato a 17 dei 22 tumori esaminati, ma gli effetti variavano sostanzialmente con la localizzazione. Ciascun incremento di 5 kg/m2 nel BMI era grossolanamente e linearmente associato ai tumori di utero (hazard ratio [HR] 1.62, IC 99%: 1.56 – 1.69; p < 0.0001), cistifellea (HR 1.31, IC 99%: 1.12 – 1.52; p < 0.0001), rene (HR 1.25, IC 99%: 1.17 – 1.33; p < 0.0001), cervice uterina (HR 1.10, IC 99%: 1.03 – 1.17; p = 0.00035), tiroide (HR 1.09, IC 99%: 1.00 – 1.19; p = 0.0088) e alla leucemia (HR 1.09, IC 99%: 1.05 – 1.13; p ≤ 0.0001). Il BMI era positivamente associato ai tumori di fegato (HR 1.19, IC 99%: 1.12 – 1.27), colon (HR 1.10, IC 99%: 1.07 – 1.13), ovaio (HR 1.09, IC 99%: 1.04 – 1.14) e mammella in post-menopausa (HR 1.05, IC 99%: 1.03 – 1.07), globalmente (tutti p < 0.0001), ma questi effetti variavano con il BMI sottostante e le caratteristiche individuali. Gli autori hanno anche ottenuto stime di associazione inversa con il rischio di sviluppare tumore alla prostata e alla mammella in pre-menopausa, sia globalmente (prostata: HR 0.98, IC 99%: 0.95 – 1.00; tumore mammario in pre-menopausa: HR 0.89, IC 99%: 0.86 – 0.92) che in persone che non avevano mai fumato (prostata: HR 0.96, IC 99%: 0.93 – 0.99; tumore mammario in pre-menopausa: HR 0.89, IC 99%: 0.85 – 0.94). Al contrario, nel caso del tumore del polmone e della cavità orale, i ricercatori non hanno osservato alcuna associazione nelle persone che non avevano mai fumato (polmone: HR 0.99, IC 99%: 0.93 – 1.05; cavità orale: HR 1.07, IC 99%: 0.91 – 1.26), ma associazioni inverse sono state globalmente osservate in fumatori attuali ed ex-fumatori, probabilmente per confondimento residuo della quantità di fumo. Assumendo la causalità, il 41% dei tumori uterini e il 10% o più di quelli a cistifellea, rene, fegato e colon, potevano essere attribuibili a un eccesso di peso. Gli autori hanno stimato che un incremento in tutta la popolazione di 1 kg/m2 nel BMI porterebbe a 3790 ulteriori pazienti britannici che sviluppano uno dei 10 tumori positivamente associati con il BMI. In conclusione, il BMI è associato al rischio di tumore, con sostanziali effetti sulla popolazione. L’eterogeneità degli effetti suggerisce un’associazione tra diversi meccanismi e differenti localizzazioni del tumore e sottogruppi di pazienti.
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