domenica, 26 settembre 2021
Medinews
22 Dicembre 2008

INCIDENZA E PROGNOSI A LUNGO TERMINE DEL CARCINOMA RENALE PAPILLARE

Pur presentando molti aspetti diversi, tra cui istologia e alterazioni genetiche, il carcinoma renale papillare (CCRp) e quello a cellule chiare (CCRcc) mostrano prognosi a lungo termine del tutto simili. Queste le conclusioni dello studio pubblicato online dalla rivista Journal of Cancer Research and Clinical Oncology (leggi abstract originale), anche se programmi di cura standardizzati e trattamenti sistemici, specialmente nell’era della target therapy, si rendono necessari per il CCRp, che rappresenta il più ampio sottogruppo di CCR a cellule non-chiare. Gli autori hanno valutato le caratteristiche del tumore e la prognosi a lungo termine dei pazienti con CCRp rispetto al CCRcc. Sono stati valutati 744 pazienti sottoposti a chirurgia renale tra il 1990 e il 2005 e seguiti con follow-up medio di 5.6 anni fino a dicembre 2007. Entrambi i gruppi di CCRp e CCRcc erano simili per quanto riguarda età, indice di massa corporea e incidenza alla diagnosi di metastasi dei linfonodi regionali e distanti. I maschi con CCRp erano più numerosi rispetto a quelli con CCRcc (73.8 vs 60.3%; p = 0.006). Sebbene i pazienti con CCRp presentassero più spesso tumori di piccole dimensioni (p = 0.039) e di più basso grado (p = 0.006), non è stata osservata differenza significativa nel numero di recidive e morti correlate al tumore. Le curve di Kaplan-Meier, infine, non hanno indicato differenze nella sopravvivenza tumore-specifica per CCRp e CCRcc (p = 0.94; sopravvivenza a 5 anni: 78 vs 77%).


Renal Cancer Newsgroup – Numero 12 – Dicembre 2008
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