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1 Dicembre 2015

INCIDENZA DI TUMORE DELLA PROSTATA E CARATTERISTICHE DELL’ESAME DEL PSA IN RELAZIONE ALLE RACCOMANDAZIONI DI SCREENING DELLA USPSTF

L’incidenza di tumore della prostata in maschi di 75 anni o più anziani è sostanzialmente diminuita dopo la raccomandazione della US Preventive Services Task Force (USPSTF) del 2008, che era contraria allo screening basato sul PSA (antigene prostatico specifico) in questo gruppo d’età. Non è noto, inoltre, se l’incidenza sia variata dopo la raccomandazione della USPSTF del maggio 2012, che avversava lo screening in uomini di tutte le età. Per esaminare i recenti cambiamenti dell’incidenza stadio-specifica di tumore della prostata e dei tassi di screening del PSA dopo le raccomandazioni della USPSTF del 2008 e del 2012, i ricercatori dell’American Cancer Society di Atlanta hanno condotto uno studio ecologico di incidenza del cancro alla prostata standardizzato per età (nuove diagnosi/100000 uomini di età ≥ 50 anni) per stadio, dal 2005 al 2012, utilizzando i dati di 18 registri di popolazione del Surveillance, Epidemiology, and End Results (SEER) e il tasso di screening del PSA nell’anno precedente in uomini di 50 anni e più senza anamnesi di tumore prostatico che hanno risposto ai National Health Interview Survey (NHIS) del 2005 (n = 4580), 2008 (n = 3476), 2010 (n = 4157) e 2013 (n = 6172). Per valutare il risultato delle raccomandazioni della USPSTF di non utilizzare lo screening basato sul PSA in uomini a medio rischio, gli autori dello studio pubblicato sulla rivista JAMA (leggi abstract) hanno calcolato incidenza e quozienti di incidenza (IR) di tumore della prostata confrontando i successivi anni dal 2005 al 2012 per età (≥ 50, 50-74 e ≥ 75 anni) e i dati riassuntivi del SEER, categorizzati per stadio, cioè locale/regionale o a distanza, e del tasso di screening del PSA e i rate ratio (SRR) confrontando gli anni successivi del ‘survey’ per età. I risultati dello studio indicano che l’incidenza di tumore della prostata ogni 100000 uomini over-50 (n = 446009 nelle aree coperte dal SEER) era pari a 534.9 nel 2005, a 540.8 nel 2008, a 505.0 nel 2010 e a 416.2 nel 2012: i tassi iniziavano a diminuire nel 2008 e la riduzione maggiore si è verificata tra il 2011 e il 2012, da 498.3 (IC 99%: 492.8 – 503.9) a 416.2 (IC 99%: 411.2 – 421.2). Il numero di uomini over-50 che hanno ricevuto diagnosi di tumore della prostata in tutto il Paese è diminuito di 33519 unità, da 213562 uomini nel 2011 a 180043 nel 2012. Le riduzioni dell’incidenza dal 2008 erano limitate alla malattia in stadio locale/regionale ed erano simili in tutti i gruppi di età e razza/etnia. La percentuale di uomini di 50 anni e oltre, che avevano partecipato allo screening del PSA negli precedenti 12 mesi, era 36.9% nel 2005, 40.6% nel 2008, 37.8% nel 2010 e 30.8% nel 2013. In termini relativi, i tassi di screening sono aumentati del 10% (SRR 1.10, IC 99%: 1.01 – 1.21) tra il 2005 e il 2008 e sono in seguito diminuiti del 18% (SRR 0.82, IC 99%: 0.75 – 0.89) tra il 2010 e il 2013. Andamenti simili dello screening sono stati osservati negli altri due sottogruppi d’età: tra 50 e 74 anni e over-75. In conclusione, sia l’incidenza del tumore prostatico in stadio iniziale che i tassi di screening del PSA sono diminuiti e coincidono con la raccomandazione USPSTF del 2012 di non utilizzare lo screening del PSA nell’ambito delle cure primarie di routine per il sesso maschile. Un follow-up più lungo è tuttavia necessario per confermare se queste riduzioni sono associate ai trend di mortalità del tumore.
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