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22 Luglio 2014

INCIDENZA DI METASTASI CEREBRALI IN PAZIENTI CON TUMORE MAMMARIO METASTATICO HER2-POSITIVO TRATTATE CON PERTUZUMAB, TRASTUZUMAB E DOCETAXEL: RISULTATI DELLO STUDIO RANDOMIZZATO DI FASE III CLEOPATRA

L’incidenza di metastasi cerebrali è risultata simile nei due bracci di trattamento, anche se la combinazione di pertuzumab, trastuzumab e docetaxel sembra ritardare l’esordio della malattia nel sistema nervoso centrale (SNC). I risultati dello studio di fase III CLEOPATRA nel trattamento di prima linea del tumore mammario metastatico HER2-positivo hanno mostrato significativi miglioramenti di sopravvivenza libera da progressione e di sopravvivenza globale con la combinazione di pertuzumab, trastuzumab e docetaxel rispetto a placebo, trastuzumab e docetaxel. I ricercatori del Washington Cancer Institute, MedStar Washington Hospital Center di Washington DC, e colleghi statunitensi, europei e sud coreani hanno condotto analisi esplorative sull’incidenza e tempo allo sviluppo di metastasi nel SNC in pazienti che hanno partecipato allo studio CLEOPATRA. Le pazienti hanno ricevuto pertuzumab (840 mg al ciclo 1, poi 420 mg) o placebo, trastuzumab (8 mg/kg al ciclo 1, poi 6 mg/kg) e docetaxel (terapia iniziale di 75 mg/m2), somministrati per via endovenosa ogni 3 settimane. Il test log-rank è stato utilizzato per le comparazioni del tempo alle metastasi cerebrali, come primo sito di progressione del tumore, tra bracci e la sopravvivenza globale nelle pazienti con metastasi cerebrali come primo sito di progressione della malattia. Il metodo di Kaplan-Meier è stato utilizzato per stimare il tempo mediano alle comparsa di metastasi cerebrali, come primo sito di progressione del tumore, e la sopravvivenza globale mediana. Nello studio pubblicato sulla rivista Annals of Oncology (leggi testo), l’incidenza di metastasi cerebrali come primo sito di progressione della malattia era simile tra i due bracci: 51 su 406 pazienti (12.6%), nel braccio con placebo, vs 55 su 402 (13.7%), nel braccio con pertuzumab. Il tempo mediano allo sviluppo di metastasi cerebrali come primo sito di progressione della malattia è stato di 11.9 mesi nel braccio con placebo e di 15.0 mesi in quello con pertuzumab (hazard ratio [HR] 0.58; intervallo di confidenza [IC] 95%: 0.39 – 0.85; p = 0.0049). La sopravvivenza globale nelle pazienti che hanno sviluppato metastasi cerebrali come primo sito di progressione ha mostrato un trend a favore della combinazione di pertuzumab, trastuzumab e docetaxel (HR 0.66; IC 95%: 0.39 – 1.11). La sopravvivenza globale mediana è risultata 26.3 vs 34.4 mesi, rispettivamente nel braccio con placebo vs braccio con pertuzumab. La comparazione delle curve di sopravvivenza tra i trattamenti non è risultata statisticamente significativa al test log-rank (p = 0.1139), mentre lo era al test di Wilcoxon (p = 0.0449). In conclusione, mentre l’incidenza di metastasi cerebrali è risultata simile tra i bracci di trattamento, i risultati di questo studio suggeriscono che la combinazione di pertuzumab, trastuzumab e docetaxel sembra ritardare la comparsa della malattia nel sistema nervoso centrale, rispetto a placebo, trastuzumab e docetaxel.
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