sabato, 4 febbraio 2023
Medinews
14 Dicembre 2009

INCIDENZA DI METASTASI CEREBRALI IN PAZIENTI CON CARCINOMA RENALE TRATTATI CON SORAFENIB

Un’analisi di sottogruppo dello studio TARGET suggerisce che il farmaco possa ridurre la comparsa di metastasi cerebrali. Uno studio retrospettivo pubblicato sulla rivista Annals of Oncology (leggi abstract originale) ha valutato l’incidenza di metastasi cerebrali in un sottogruppo di pazienti con carcinoma renale metastatico inclusi nello studio di fase III TARGET (Treatment Approaches in Renal Cancer Global Evaluation Trial). I pazienti, randomizzati a sorafenib, un inibitore multichinasico orale (alla dose di 400 mg b.i.d.), o placebo, sono stati arruolati in due centri europei (Institut Gustave Roussy di Villejuif in Francia, n = 85; Central Clinical Hospital of Military Medical Academy di Varsavia in Polonia, n = 54) ed hanno costituito il sottogruppo di valutazione retrospettiva dell’incidenza di metastasi cerebrali durante il follow-up. L’associazione tra il trattamento (sorafenib vs placebo) e la comparsa di metastasi cerebrali è stata valutata con analisi univariata. L’incidenza globale di metastasi cerebrali nei pazienti che hanno ricevuto sorafenib è stata del 3% (2 su 70 pazienti), rispetto al 12% (8 su 69 pazienti) nel gruppo di controllo (p < 0.05). L’incidenza di metastasi cerebrali è stata significativamente più bassa nel gruppo sottoposto a terapia con sorafenib anche dopo 1 (p = 0.0447) e 2 anni (p = 0.005) di trattamento, rispetto al placebo. Sorafenib ha quindi ridotto la comparsa di metastasi cerebrali in questa sottopopolazione dello studio TARGET. Ma lo studio suggerisce anche che gli agenti anti-angiogenici, tra cui sorafenib, potrebbero rappresentare un’efficace terapia preventiva delle metastasi cerebrali nel carcinoma renale metastatico.
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