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8 Marzo 2010

INCIDENZA DI CANCRO IN PAZIENTI CON AIDS IN ITALIA

Il tasso di incidenza standardizzata dei tumori non-relati direttamente all’AIDS non è aumentato nel periodo di somministrazione delle terapie antiretrovirali altamente attive (HAART), anche se il dato sull’incidenza cruda ha indicato un incremento del rischio di sviluppare alcuni tipi di tumore. L’introduzione delle HAART ha migliorato l’aspettativa di vita delle persone con HIV/AIDS, esponendole però alle conseguenze della combinazione di età e di una prolungata esposizione a fattori di rischio per il cancro. Lo scopo dello studio pubblicato nella rivista International Journal of Cancer (leggi abstract originale) è stato stimare i tassi di incidenza (incidence ratio, IR) nelle persone con HIV/AIDS in Italia, prima e dopo l’introduzione di HAART, dopo aggiustamento per sesso ed età con standardizzazione diretta. I ricercatori afferenti ai registri regionali italiani del cancro, unitamente al centro di epidemiologia e statistica di Aviano, hanno raccolto i dati in forma anonima e analizzato la correlazione tra il registro italiano dell’AIDS (21951 casi) e i registri dei tumori (17.3 milioni, 30% della popolazione italiana). L’IR cruda e l’IR standardizzata per sesso ed età e l’IR età-specifica sono state stimate nelle persone con HIV/AIDS. L’IR standardizzata per il sarcoma di Kaposi e il linfoma non-Hodgkin è molto diminuita nel periodo di somministrazione delle HAART. Sebbene l’IR cruda per tutti i tipi di cancro non-relati all’AIDS sia aumentata nel periodo delle HAART, l’IR standardizzata non differiva significativamente nei due periodi di osservazione (352 vs 376 su 100000, rispettivamente). Un aumentato tasso di incidenza è stato invece osservato per il tumore al fegato (IR = 4.6, IC 95%: 1.3-17.0) e al polmone (IR = 1.8, IC 95%: 1.0-3.2). I dati di IR età-specifica per questi tumori, tuttavia, erano simili nei due periodi indicando una forte influenza della distribuzione dell’età delle persone con HIV/AIDS sui trend in crescita osservati. I risultati dello studio suggeriscono quindi lo sviluppo e il potenziamento delle strategie di prevenzione del cancro, in particolare la cessazione al fumo e programmi di screening, in pazienti con HIV/AIDS di mezza età.
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