mercoledì, 25 novembre 2020
Medinews
12 Marzo 2012

INCIDENZA DI CANCRO ALLA TIROIDE IN ITALIA TRA IL 1991 E IL 2005

Sono state osservate ampie variazioni geografiche nell’incidenza di carcinoma papillare della tiroide. Negli ultimi 30 anni, la tendenza è in aumento in molti Paesi al mondo; l’Italia mostrerebbe tassi di incidenza (IR) di tumore tiroideo tra i più alti. Obiettivi dello studio pubblicato sulla rivista Thyroid (leggi abstract originale) erano valutare l’eterogeneità geografica, per sottotipo istologico, dell’incidenza di tumore alla tiroide in Italia e analizzare i recenti trend per il carcinoma papillare della tiroide nei diversi registri dell’Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTUM). Lo studio ha incluso tutti i casi di tumore tiroideo (in pazienti con età < 85 anni) riportati nei 25 Registri Italiani tra il 1991 e il 2005. I tassi di incidenza, standardizzati per età, sono stati calcolati per tutti i sottotipi istologici di tumore tiroideo. La stima della variazione percentuale annua e l’analisi di regressione ‘joinpoint’ sono state usate per l’analisi del cancro papillare della tiroide. Nelle donne, gli IR di cancro papillare tiroideo variavano tra 3.5 casi ogni 100000 a Latina e 8.5 ogni 100000 a Sassari nel periodo 1991 – 1995 (con una differenza di 2.4 volte) e tra 7.3 ogni 100000 in Alto Adige a 37.5 ogni 100000 a Ferrara nel 2001 – 2005 (differenza 5.1 volte). Nei maschi, invece, gli IR variavano tra 0.7 ogni 100000 a Latina e 3.4 ogni 100000 a Sassari nel periodo 1991 – 1995 (differenza 4.9 volte) e tra 2.0 ogni 100000 a Trento in Alto Adige e 10.6 ogni 100000 a Ferrara nel periodo 2001 – 2005 (differenza 5.3 volte). In entrambe i sessi, gli IR erano significativamente più alti delle stime raccolte per il periodo più recente nella maggior parte dei Registri per il Cancro in Pianura Padana e a Latina, ma erano più bassi sulla catena alpina. Nelle donne, i Registri per il Cancro che hanno riportato IR più alti delle stime hanno mostrato, tra il 1991 e il 2005, una variazione percentuale annuale significativamente più marcata (+12%) degli altri Registri per il Cancro (+7%), mentre negli uomini, le stime corrispondenti erano +11 e +8%. In conclusione, la distribuzione del carcinoma papillare della tiroide non supporta un ruolo significativo dell’aumento di esposizione ambientale a radiazioni ionizzanti a causa dell’incidente di Chernobyl, della carenza di iodio o del territorio (origine vulcanica). Tra il 1991 e il 2005 sono emerse ampie variazioni geografiche dell’incidenza di tumore papillare tiroideo e la tendenza verso l’alto di eterogeneità, che suggerisce l’esistenza di un fenomeno relativamente recente. I ricercatori del Centro di riferimento oncologico (Cro) di Aviano ipotizzano che questo possa essere meglio spiegato da una modificazione della sorveglianza medica a livello locale.
TORNA INDIETRO