venerdì, 23 luglio 2021
Medinews
1 Febbraio 2011

IN ITALIA SEMPRE PIÙ PERSONALE MEDICO E’ STRANIERO

Per compensare la mancanza di personale sanitario l’Italia si affida a medici e infermieri stranieri. Nel nostro Paese sono stranieri il 28,4% degli infermieri (in maggior parte di nazionalità rumena) e il 4,4% dei medici. Sul territorio nazionale mancano inoltre circa cinquantamila infermieri a cui si aggiungerà, da qui a cinque anni, un numero consistente di medici specialisti, soprattutto nei campi della radiologia, dell’anestesia e della pediatria. Il report internazionale “Addressing the global health workforce crisis”, dedicato alle politiche per la salute di Italia, Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna e al loro impatto sui paesi del sud del mondo, punta i riflettori sulla futura mancanza di personale sanitario nella penisola. Il documento, elaborato dal network europeo di Gong “Azione per la salute globale”, è stato presentato al secondo Global Forum sulle risorse umane del settore sanitario svoltosi a Bangkok la settimana scorsa. Le Ong italiane Cestas e Aidos sono state parte attiva in questo importante meeting internazionale. “Gli Stati dell’Unione Europea non possono sempre contare sulla migrazione per rispondere ai propri bisogni sanitari, anche perché così impoveriscono di professionisti i paesi in via di sviluppo che si trovano ad affrontare emergenze sanitarie – spiega il presidente Cestas, Uber Alberti – E’ arrivato il tempo che l’Europa metta a punto percorsi formativi qualificanti e argini questa fuga di cervelli dal sud al nord del mondo”. E’ necessario, aggiunge la presidente di Aidos, Daniela Colombo, “evitare la tentazione di ricorrere a politiche migratorie che saccheggino le risorse già scarse del sud del mondo e promuovere il ruolo delle donne, che costituiscono l’80% del personale sanitario globale”.
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