venerdì, 3 febbraio 2023
Medinews
6 Dicembre 2010

IN ITALIA 2,2 MLN MALATI TUMORE, MA OGGI SI GUARISCE DI PIU’

Sono 2.250.000 gli italiani che vivono con una diagnosi di tumore (il 4% dell’intera popolazione): la maggior parte sono donne (1.250.000) e persone anziane. Tra le donne con tumore, la diagnosi piu’ frequente (42%, oltre mezzo milione di italiane) e’ rappresentata dal tumore della mammella. Tra gli uomini, il 22% dei casi prevalenti (quasi 220.000 italiani) e’ costituito da pazienti con tumore della prostata. Sono questi i dati principali contenuti nel Rapporto dell’Associazione Italiana Registri Tumori, pubblicato come supplemento a Epidemiologia & Prevenzione, la rivista dell’Associazione Italiana di Epidemiologia (scaricabile dal sito web dell’AIRTUM: www.registri-tumori.it). Ci sono differenze geografiche rilevanti nella percentuale di persone viventi con tumore: si passa da oltre il 5% in alcune aree del Nord, fino a valori tra il 2 e il 3% al Sud. E quasi 1.300.000 italiani (2,2% della popolazione) sono lungosopravviventi, hanno cioè avuto una diagnosi di tumore da più di 5 anni. Costoro sono spesso liberi da malattia e da trattamenti antitumorali. Quasi 800.000 persone (l’1,5% della popolazione) sono vive dopo oltre 10 anni dalla diagnosi di tumore. Il Rapporto fotografa al 1 gennaio 2006 la prevalenza della patologia tumorale in Italia basandosi sui dati raccolti da 24 Registri tumori Italiani attivi da almeno 5 anni in una popolazione pari al 29% della popolazione nazionale. E’ il frutto del lavoro di un gruppo di ricercatori dell’Associazione Italiana dei Registri Tumori coordinato da Stefano Guzzinati dell’Istituto Oncologico Veneto, Luigino Dal Maso del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano e Roberta De Angelis dell’Istituto Superiore di Sanità. Il Rapporto e’ stato realizzato nell’ambito del Programma Integrato Oncologia ”Interventi riabilitativi in Oncologia” promosso dal Ministero della Salute con la collaborazione del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’AIRTUM e del Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CCM) che ha finanziato la pubblicazione del Rapporto. Quasi una persona ogni 25, vive dopo una diagnosi di tumore. Spesso si tratta di donne e di anziani: un terzo ha oltre 75 anni e circa tre/quarti (1.600.000) hanno oltre 60 anni. Sotto i 40 anni, sono quasi 200.000 le persone viventi dopo un tumore. Il tumore e’ una malattia grave, però, si può convivere con esso per molti anni e in molti casi guarire. E’ stato stimato che circa 700.000 italiani, quasi un terzo di tutte le persone in vita dopo una diagnosi di tumore, possono ritenersi guarite. Questa stima approssimativa si basa sull’assunzione che i pazienti siano guariti se raggiungono un’attesa di vita simile a quella delle persone non affette da tumore; questo, per la maggior parte dei tumori, avviene dopo 10 o 15 anni dalla diagnosi. Non bisogna, inoltre, dimenticare che vivere con una malattia neoplastica ha implicazioni di carattere psicologico, quali la paura per una ripresa della malattia, l’esperienza di isolamento, l’ansia e la depressione, la modificata percezione del proprio corpo e delle proprie funzioni sociali. Queste considerazioni – evidenzia lo studio – devono essere al centro dell’attenzione di tutti gli operatori di sanità pubblica che si occupano delle malattie tumorali. E se aumenta l’incidenza dei tumori in Italia, rispetto a 15 anni fa il numero delle persone vive dopo un tumore e’ quasi raddoppiato. L’invecchiamento demografico, particolarmente accentuato in Italia, e’ responsabile in buona misura dell’aumento di prevalenza perché i tumori si manifestano soprattutto nelle fasce di età anziane. L’invecchiamento della popolazione rappresenta oggi, e rappresenterà in futuro, una causa di aumento del carico assistenziale per il servizio sanitario in quanto i tumori sono una patologia che colpisce soprattutto adulti e anziani. L’alto numero di persone con tumore negli anziani da un lato conferma i progressi delle terapie e della diagnosi precoce, dall’altro mette in luce la necessità di un approccio multidisciplinare e di stretta collaborazione tra centri oncologici specializzati e assistenza sanitaria di base, i medici di medicina generale e i servizi di supporto geriatrici. Quanto ai giovani, secondo i dati, quasi 200.000 uomini e donne hanno avuto una diagnosi di tumore prima dei 45 anni, significa circa lo 0,6% (1 ogni 160) di tutte le persone piu’ giovani senza alcuna distinzione tra aree geografiche. La leucemia linfatica acuta, per la quale oltre l’80% dei pazienti e’ vivo dopo 5 anni, e’ l’unico tumore in cui il numero di pazienti e’ più alto nei giovani che negli anziani.
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