venerdì, 4 dicembre 2020
Medinews
30 Marzo 2009

IMPORTANZA DI STADIAZIONE E SCELTA DEL TRATTAMENTO NEL CARCINOMA EPATICO

Un consenso sul sistema di stadiazione più affidabile per l’epatocarcinoma (HCC) non è stato ancora raggiunto, anche se il più usato al momento è il Barcelona Clinic Liver Cancer (BCLC), adottato dall’American Association for the Study of Liver Diseases (AASLD). Un gruppo di ricercatori dell’Università di Padova ha valutato quanti pazienti ricevono diagnosi “molto precoce” e “precoce” secondo le linee guida dell’AASLD e se la loro sopravvivenza dipenda dal trattamento scelto. Gli autori dello studio, pubblicato nella rivista BMC Cancer (leggi abstract originale), hanno analizzato 530 casi di pazienti con HCC “molto precoce” e “precoce” arruolati in uno studio del gruppo collaborativo multicentrico italiano (ITA.LI.CA). I casi di HCC allo stadio “molto precoce” erano il 3% e all’analisi multivariata di Cox non sono state individuate variabili indipendenti associate alla sopravvivenza. I pazienti che seguivano le raccomandazioni dell’AASLD (20%) non hanno mostrato sopravvivenza più lunga. Nei casi di HCC allo stadio “precoce” (25%), il trattamento ha significativamente modificato la sopravvivenza (p = 0.0001) e il 28% dei pazienti trattati in accordo ai criteri AASLD sono sopravvissuti più a lungo (p = 0.004). L’analisi di Cox ha identificato solo età, sesso, numero di lesioni e classe Child quali fattori prognostici indipendenti di sopravvivenza. I pazienti con HCC allo stadio “molto precoce” sono stati, in questa fase, molto pochi. Nella maggior parte dei casi, i pazienti non sono stati trattati con la terapia suggerita come la più appropriata dalle linee guida dell’AASLD e il tipo di trattamento non ha avuto alcun impatto sulla sopravvivenza, anche se bisogna considerare che il numero di pazienti era relativamente basso e parte di essi aveva ricevuto la diagnosi prima dell’introduzione delle linee guida. L’analisi quindi potrebbe non essere considerata conclusiva e dovrebbe essere convalidata. Il gruppo in stadio “precoce” aveva più pazienti, pochi dei quali trattati secondo le linee guida, sia prima che dopo la pubblicazione delle stesse. La sopravvivenza è stata parzialmente predetta dal tipo di trattamento, con migliori risultati tra i pazienti trattati secondo le linee guida AASLD.
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