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6 Luglio 2010

IMPORTANZA DI SESSO, ETÀ E DECISIONE DEL CHIRURGO NELLA SCELTA DELLA PROCEDURA ‘NEPHRON-SPARING’

Una biopsia pre-operatoria potrebbe modificare la pratica standard del momento e limitare alla semplice sorveglianza o ablazione il trattamento dei pazienti con lesioni che risultano benigne. Ricercatori israeliani hanno esaminato i dati di 1664 pazienti con tumore renale in stadio T1-T2N0M0, unilaterale, sottoposti a nefrectomia. Endpoint dell’analisi multivariata era la distinzione tra le caratteristiche istologiche benigne e maligne. Lo studio pubblicato nella rivista Urology (leggi abstract originale) ha evidenziato l’approccio chirurgico (odds ratio [OR] 2.9; p = 0.0001), il sesso (OR 1.97; p = 0.0001) e l’età (OR 1.01; p = 0.007) quali fattori predittivi indipendenti per la distinzione tra forma maligna e benigna. I tumori maligni si manifestano più frequentemente nei maschi (878 di 1009, 87%), rispetto alle donne (515 di 651, 79%; p < 0.001). È stata osservata una modesta relazione tra dimensione della massa tumorale e rischio di malignità, però solo nel sesso maschile, e una maggiore prevalenza negli uomini del carcinoma renale ad alto grado (31% vs 21%; p = 0.001). La distribuzione delle caratteristiche istologiche era diversa per i due sessi: il carcinoma renale papillare era presente nell’8% delle donne e nel 16% degli uomini, quello a cellule chiare rispettivamente nell’86% e 78%, l’oncocitoma nel 33% e 57% e infine l’angiomiolipoma nel 40% e 12%, rispettivamente. La decisione del chirurgo sulla scelta della procedura e sull’adeguatezza della chirurgia ‘nephron-sparing’ ha portato alla seguente classificazione dei pazienti: il 10% dei tumori benigni riceveva indicazione per la nefrectomia radicale e il 25% per la nefrectomia parziale (p = 0.001), mentre il corrispettivo per i tumori ad alto grado era 31% e 20% (p = 0.0001). Lo studio indica una forma benigna dei tumori renali nel 20% delle donne, indipendentemente dalle dimensioni; al contrario, negli uomini, il rischio di malignità aumenta leggermente con la massa tumorale. La decisione del chirurgo di scegliere la procedura ‘nephron-sparing’ causa un bias di selezione dei pazienti verso quelli che presentano lesioni benigne, indipendentemente dal sesso. I dati però supportano la possibilità di basare la decisione del trattamento sulla biopsia preoperatoria, che potrebbe così alterare la pratica corrente e limitare il trattamento delle lesioni benigne, confermate istologicamente, alla sola sorveglianza o ablazione.
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