mercoledì, 21 aprile 2021
Medinews
4 Dicembre 2013

IMPORTANZA DELLA CLASSIFICAZIONE DI INVASIONE MICROVASCOLARE IN PAZIENTI CON CARCINOMA EPATICO

Permette di stratificare i pazienti secondo diverse caratteristiche di recidiva e rischio di sopravvivenza dopo la resezione curativa

L’invasione microvascolare è stata riconosciuta come fattore di rischio dell’esito dopo resezione curativa del carcinoma epatico. Poiché l’invasione microvascolare tumorale può interessare da pochi a molti vasi, i ricercatori della Kurume University School of Medicine di Fukuoka, in Giappone, hanno valutato il significato della classificazione dell’invasione microvascolare. In questo studio retrospettivo pubblicato sulla rivista Annals of Surgical Oncology (leggi abstract), sono stati arruolati, tra gennaio 1995 e dicembre 2010, 207 pazienti consecutivi che rientravano nei criteri di Milano, sottoposti a resezione curativa per il carcinoma epatico. I pazienti sono stati classificati in tre gruppi secondo la severità dell’invasione microvascolare (non rilevabile, lieve e grave), in base al numero di vasi interessati. Nello studio è stata valutata l’utilità della classificazione di invasione microvascolare nel predire la recidiva e la sopravvivenza dopo resezione curativa. Tra i 207 pazienti totali, 103 (50%) presentavano invasione microvascolare non rilevabile, mentre 59 (28%) avevano invasione microvascolare lieve e 45 (22%) grave. I tassi di sopravvivenza libera da recidiva a 2 anni, nei pazienti che non mostravano invasione microscopica ai vasi oppure con lieve e grave invasione microvascolare, erano rispettivamente 75.9, 47.2 e 32.7%. I pazienti con invasione microvascolare grave hanno manifestato elevata frequenza di recidiva fatale, con tumori multipli, invasione vascolare macroscopica e metastasi extra-epatiche dopo resezione curativa, e l’analisi multivariata ha evidenziato età, numero di tumori, invasione microvascolare lieve e grave quali fattori predittivi indipendenti di sopravvivenza libera da recidiva. I tassi di sopravvivenza tumore-specifica a 5 anni nei pazienti senza evidenza, oppure con lieve e grave invasione microvascolare, erano rispettivamente 91.5, 70.4 e 51.4% e l’analisi multivariata ha identificato cirrosi, dimensioni del tumore, invasione microvascolare lieve e grave quali fattori predittivi indipendenti di sopravvivenza tumore-specifica. In conclusione, gli autori hanno dimostrato in questo studio che la classificazione dell’invasione microvascolare permette di stratificare i pazienti con carcinoma epatico secondo diverse caratteristiche di recidiva e rischio di sopravvivenza dopo resezione curativa del tumore.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 12 – Dicembre 2013
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