domenica, 4 dicembre 2022
Medinews
3 Ottobre 2011

IMPLICAZIONI CLINICHE E PROGNOSTICHE DI IGF-1 E VEGF NEI PAZIENTI CON CARCINOMA EPATICO

I livelli ematici basali sono correlati alla sopravvivenza e se integrati nella stadiazione del tumore migliorano la stratificazione dei malati

La cirrosi e il carcinoma epatico insieme danno origine a una condizione patologica che altera la sopravvivenza dei pazienti con carcinoma epatico e detta le scelte terapeutiche e la stratificazione prognostica dei pazienti negli studi clinici. Oggetto dello studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract originale) era migliorare la stratificazione prognostica di questi pazienti. I ricercatori dell’MD Anderson Cancer Center di Houston hanno raccolto prospettivamente campioni di plasma e le caratteristiche clinico-patologiche basali di 288 nuovi pazienti con carcinoma epatico e hanno quindi testato i livelli di IGF-1 (insulin-like growth factor-1) e di VEGF (vascular endothelial growth factor) nel plasma. Per valutare l’associazione di questi fattori (IGF-1 e VEGF) con la sopravvivenza globale (OS), gli autori hanno applicato la regressione di Cox e per stimare la OS hanno utilizzato le curve log-rank di Kaplan-Meier e, infine, la partizione ricorsiva per determinare i cut-off ottimali per IGF-1 e VEGF. L’abilità prognostica delle classificazioni convenzionali e molecolari del Barcelona Clinic Liver Cancer è stata comparata utilizzando l’indice di concordanza (c-index). I risultati suggeriscono una correlazione di bassi livelli plasmatici di IGF-1 e alti di VEGF con i parametri clinico-patologici della malattia avanzata e con una OS sfavorevole: i cut-off ottimali erano rispettivamente 26 ng/mL e 450 pg/mL. La combinazione di bassi livelli di IGF-1 e alti di VEGF prediceva una OS mediana di 2.7 mesi, rispetto a 19 mesi nei pazienti che presentavano alti livelli di IGF-1 e bassi di VEGF (p < 0.001), migliorando ulteriormente in questo modo l’abilità prognostica della stadiazione convenzionale per il carcinoma epatico (p < 0.001). In conclusione, i livelli plasmatici basali di IGF-1 e VEGF correlano significativamente con la sopravvivenza nei pazienti con carcinoma epatico. L’integrazione di IGF-1 e VEGF nella stadiazione del tumore migliora significativamente la stratificazione prognostica dei pazienti. Se convalidati, i risultati di questo studio potrebbero essere utili nel disegno di nuove strategie terapeutiche e nella personalizzazione degli approcci di gestione di questi pazienti.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 10 – Ottobre 2011
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