domenica, 29 novembre 2020
Medinews
7 Marzo 2012

IMPATTO PROGNOSTICO DELLA RESEZIONE MARGINALE IN PAZIENTI CON EPATOCARCINOMA SOLITARIO

Nei pazienti con tumore nodulare singolo, con o senza cirrosi, e non singolo con cirrosi, la procedura non influenza negativamente la successiva sopravvivenza libera da recidiva

Durante l’asportazione di un carcinoma epatico, i chirurghi si trovano occasionalmente ad affrontare una situazione in cui la resezione marginale è inevitabile a causa di una stretta associazione tra carcinoma epatico e vasi maggiori e/o sottostante disfunzione epatica. Ricercatori giapponesi hanno esaminato l’impatto della resezione marginale sulla sopravvivenza libera da recidiva dopo asportazione di un carcinoma epatico solitario analizzando i dati di 570 pazienti, sottoposti a epatectomia curativa macroscopica per il tumore presso il National Cancer Center Hospital di Tokyo tra il 1990 e il 2007. La resezione marginale e non marginale erano definite rispettivamente da un margine chirurgico, tumore-negativo, ≤ 1 mm e un margine chirurgico > 1 mm. L’apparenza macroscopica del carcinoma epatico è stata classificata come tipo nodulare semplice o non semplice secondo la classificazione del Liver Cancer Study Group of Japan. I pazienti sono stati classificati in 4 gruppi: gruppo A, tipo nodulare semplice con cirrosi; gruppo B, tipo nodulare semplice senza cirrosi; gruppo C, tipo nodulare non semplice con cirrosi e gruppo D, tipo nodulare non semplice senza cirrosi. Nello studio pubblicato sulla rivista Surgery (leggi abstract originale) i margini chirurgici sono stati classificati in tre gruppi: diagnosi di cancro-positività in 31 pazienti, di resezione marginale in 165 e di resezione non marginale in 374 pazienti. Il gruppo di resezione marginale ha mostrato una migliore sopravvivenza libera da recidiva rispetto al gruppo che presentava margini chirurgici positivi (p = 0.001) e una peggiore sopravvivenza libera da recidiva del gruppo con resezione non marginale (p = 0.003). Nei gruppi A, B e C i tassi di sopravvivenza libera da recidiva erano simili nei pazienti con resezione marginale e non marginale (p = 0.458), mentre nel gruppo D (tipo nodulare non semplice senza cirrosi) la resezione marginale diventava un fattore prognostico sfavorevole significativo di sopravvivenza libera da recidiva sia in analisi univariata che multivariata. In conclusione, la resezione marginale è dunque accettabile in tutti i pazienti che presentano carcinoma di tipo nodulare semplice (con o senza cirrosi) e non semplice, ma solo nei cirrotici, perché non influenza negativamente la sopravvivenza libera da recidiva dopo l’asportazione del tumore.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 2 – Marzo 2012
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