giovedì, 18 luglio 2024
Medinews
18 Settembre 2012

IMPATTO DI GENERE SULLA PROGNOSI DEI PAZIENTI CON SINDROME CORONARICA ACUTA E STENT

Le donne corrono un rischio più elevato di esiti avversi dopo angiografia rispetto agli uomini. Tuttavia, nella sindrome coronarica acuta, i risultati a lungo termine dopo angiografia contemporanea a impianto di stent a rilascio di farmaco, non sono stati pienamente investigati. I ricercatori del Dipartimento di Cardiologia del Royal Infirmare di Manchester, Gran Bretagna, si sono pertanto posti l’obiettivo di testare l’impatto di genere sugli esiti in questa tipologia di pazienti. Hanno analizzato i dati relativi ai partecipanti allo studio Nobori-2 sottoposti ad angiografia e stent a rilascio dal 2008 al 2009 in 125 centri di tutto il mondo (1.640 pazienti di cui 77% uomini e 23% donne. Gli esiti controllati dallo studio erano il fallimento della lesione target, la morte per causa cardiaca, l’infarto miocardico, la rivascolarizzazione della lesione target ed eventi avversi cardiaci maggiori (complesso di morte cardiaca, infarto miocardico e rivascolarizzazione del vaso target) ad 1 anno e a 5 anni. Le donne avevano un’età media di 5 anni maggiore degli uomini e soffrivano più frequentemente di comorbidità come il diabete mellito e l’ipertensione. A 1 anno dalla procedura interventistica, non vi erano differenze per uomini e donne per morte cardiaca (1,3% vs 2,7%), infarto miocardico (2,1% vs 3,2%) o rivascolarizzazione della lesione target (2,6% vs 3,8%), rispettivamente. La tendenza è rimasta simile a 2 anni (morte cardiaca 2,0% vs 2,3%, infarto miocardico 2,5% vs 3,5%, rivascolarizzazione della lesione target 3,2% vs 4,6%). I tassi di fallimento della lesione target erano del 4,5% e 5,9% ad 1 anno e del 5,7% e 7,3% a 2 anni negli uomini e donne, rispettivamente. L’analisi multivariata, che comprendeva i fattori età, ipertensione, diabete mellito e il numero di vasi ostruiti, ha dimostrato che il sesso non era un fattore predittivo per l’esito. Non ci sono state differenze nei tassi di sanguinamento o di trombosi dello stent. E’ inoltre stato osservato il medesimo tasso di adesione alla duplice terapia antiaggregante: il 73% ad 1 anno e il 31% a 2 anni dalla procedura. In conclusione, anche se le donne si presentano con caratteristiche basali peggiori, in questa particolare popolazione di pazienti non è stata osservata nessuna differenza tra i sessi.
American Journal of Cardiology
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