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7 Gennaio 2015

IMPATTO DEL NUMERO DI CICLI DI CHEMIOTERAPIA NEOADIUVANTE PRIMA DELLA CHIRURGIA D’INTERVALLO IN PAZIENTI CON TUMORE EPITELIALE OVARICO IN STADIO AVANZATO

Le pazienti con tumore epiteliale ovarico avanzato sottoposte a chirurgia citoriduttiva di intervallo (IDS) dopo più di 4 cicli di chemioterapia neoadiuvante hanno una prognosi sfavorevole. La resezione completa senza malattia macroscopica residua, eseguita al momento della chirurgia citoriduttiva primaria (PDS) o della IDS, è il principale obiettivo della chirurgia nel tumore epiteliale ovarico avanzato. Scopo di questo studio pubblicato sulla rivista Gynecologic Oncology (leggi abstract) era valutare l’impatto sulla sopravvivenza del numero di cicli di chemioterapia neoadiuvante prima della IDS nelle pazienti con tumore epiteliale ovarico. I ricercatori del Montpellier Cancer Institute (ICM) hanno registrato consecutivamente i dati delle pazienti con tumore epiteliale ovarico in stadio IIIC – IV operate tra il 1995 e il 2010. Le pazienti sottoposte a chemioterapia neoadiuvante e IDS sono state analizzate in relazione al numero di cicli pre-operatori somministrati (< 4: gruppo B1; > 4: gruppo B2) e confrontate con le pazienti che hanno ricevuto PDS (gruppo A). Le pazienti sottoposte a resezione completa sono state specificamente analizzate. In totale sono state incluse 367 pazienti: 220 hanno ricevuto PDS e 147 chemioterapia neoadiuvante e IDS. Nell’ambito del gruppo B, 37 pazienti avevano ricevuto più di 4 cicli di chemioterapia neoadiuvante (gruppo B2) e alla diagnosi presentavano più frequentemente malattia in stadio IV (p < 0.01), rispetto ai gruppi A e B1. Il tasso di citoriduzione completa era maggiore nel gruppo B (p < 0.001) ma le pazienti che non avevano malattia residua dopo IDS e avevano ricevuto più di 4 cicli di chemioterapia neoadiuvante mostravano una sopravvivenza più bassa (p < 0.001) malgrado la rimozione completa del tumore (rischio relativo di morte dopo analisi multivariata pari a 3; p < 0.001) con un impatto indipendente dallo stadio della malattia e dal performance status WHO. In conclusione, le pazienti con tumore epiteliale ovarico avanzato sottoposte a chirurgia citoriduttiva d’intervallo dopo più di 4 cicli di chemioterapia neoadiuvante hanno una prognosi sfavorevole. Malgrado i peggiori fattori prognostici osservati in questo gruppo di pazienti, lo studio sottolinea l’importanza della rimozione precoce e completa di tutti i tumori macroscopici nella sequenza terapeutica del tumore epiteliale ovarico.
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