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2 Settembre 2011

IMPATTO DEI FATTORI EZIOLOGICI DEL CARCINOMA EPATICO SULL’EFFICACIA DELLA SORVEGLIANZA

Rispetto a uno studio precedente, tra la popolazione che sviluppa carcinoma epatico sono in diminuzione i pazienti con infezioni virali e tumori più piccoli e in aumento quelli più anziani

I fattori eziologici del carcinoma epatico possono variare nel tempo. Lo studio pubblicato sulla rivista Digestive and Liver Disease (leggi abstract originale) ha valutato l’impatto dei fattori eziologici sull’efficacia della sorveglianza in uno studio multicentrico, ‘cross-sectional’ che ha interessato 1733 pazienti consecutivi con carcinoma epatico in un periodo di 6 mesi. Nello studio sono stati inclusi 1311 casi prevalenti e 422 incidentali di carcinoma epatico. L’età media dei pazienti era 68.6 anni, il 46.1% aveva più di 70 anni, il 73.9% era maschio e il 95.3% presentava cirrosi. Il 63.0% della popolazione era positiva al virus dell’epatite C e il 23.7% era negativa all’infezione virale. Tra i casi incidentali di carcinoma epatico, il 34.5% presentava lesioni singole ≤ 3cm e il 54.4% rientrava nei criteri di Milano. Il 61.6% dei pazienti aveva ricevuto la diagnosi durante la sorveglianza, ma il tasso di sorveglianza era più basso in quelli negativi a infezione virale (51.0%). La sorveglianza risultava fattore predittivo indipendente per l’individuazione di carcinomi epatici singoli ≤ 2cm (OR = 5.4; IC 95%: 2.4 – 12.4) o di carcinoma epatico che rientrava nei criteri di Milano (OR = 3.1, IC 95%: 1.9 – 5.2). Rispetto a un precedente sondaggio italiano, questo studio ha indicato una percentuale più alta di persone anziane (p < 0.01), di casi in classe Child Pugh A (p < 0.01), di pazienti virus-negativi (p < 0.01) e con tumori singoli ≤ 3cm (p < 0.01) e una più bassa prevalenza di pazienti positivi al virus dell’epatite C (p < 0.01). In conclusione, i ricercatori del Policlinico Umberto I di Roma hanno osservato una crescente prevalenza di pazienti anziani con carcinoma epatico e di casi non correlati a infezione da virus dell’epatite. La sorveglianza dei pazienti, secondo gli autori, deve essere quindi implementata, in particolare in quelli che non presentano infezione virale.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 9 – Settembre 2011
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