mercoledì, 6 luglio 2022
Medinews
22 Agosto 2011

IMMUNOTERAPIA COMBINATA PER IL CARCINOMA RENALE METASTATICO

L’associazione di interleuchina-2 e interferone-alfa aumenta la sopravvivenza globale dei pazienti; i livelli di sodio nel siero prima del trattamento sono un fattore prognostico

Per esaminare il beneficio di sopravvivenza nei pazienti che presentano metastasi polmonari di un tumore che ha mostrato stabilizzazione, ricercatori dell’Università di Tsukuba hanno valutato gli esiti di sopravvivenza e i fattori associati alla prognosi in uno studio multicentrico prospettico su pazienti con carcinoma renale e metastasi polmonari, nefrectomizzati e trattati con la combinazione di interleuchina-2 (0.7 x 106 unità, 5 giorni alla settimana) e interferone-alfa (6 x 106 UI, 3 giorni alla settimana) per le prime 8 settimane, seguita dalla somministrazione di interleuchina-2 e interferone-alfa 2 o 3 giorni alla settimana per altre 16. Nello studio pubblicato sulla rivista Japanese Journal of Clinical Oncology (leggi abstract originale), il periodo mediano di follow-up per i 42 pazienti è stato di 28.3 mesi (range: 4.2 – 43.8). La percentuale di sopravvivenza globale a 2 anni è stata dell’82% e la probabilità di sopravvivenza a 3 anni del 71%. La sopravvivenza mediana libera da progressione è risultata di 10.4 mesi. Se non è stata osservata differenza nella sopravvivenza dei pazienti espressa come risposta completa o parziale o nessun cambiamento, quella espressa come nessun cambiamento o migliore era significativamente migliore della malattia in progressione (p < 0.0001). Inoltre, analisi multivariate hanno identificato il sodio nel siero misurato prima del trattamento quale fattore prognostico indipendente (p = 0.004). I livelli di sodio erano anche statisticamente associati alla risposta tumorale (p = 0.035). I pazienti con livelli normali di sodio nel siero sono sopravvissuti statisticamente più a lungo (p = 0.0005) di quelli con bassi livelli di sodio, con una sopravvivenza mediana di 12.2 mesi. L’immunoterapia combinata ha mostrato quindi un beneficio di sopravvivenza nei pazienti con metastasi polmonari di un tumore che ha raggiunto almeno una stabilizzazione con la terapia. La combinazione di interleuchina-2 e interferone-alfa potrebbe essere utile anche in pazienti selezionati sulla base dell’organo interessato dalle metastasi e del livello di sodio nel siero prima del trattamento.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 8 – Agosto 2011
TORNA INDIETRO