lunedì, 4 maggio 2026
Medinews
26 Aprile 2011

IMMUNOTERAPIA ATTENUATA IN PERSONE ANZIANE CON LINFOMA DIFFUSO A LARGHE CELLULE B

L’associazione di concentrazioni standard di rituximab ad una dose ridotta di chemioterapia CHOP (doxorubicina, ciclofosfamide, vincristina e prednisone), denominata dagli investigatori francesi R-miniCHOP, offre un buon compromesso tra efficacia e sicurezza nei pazienti anziani di oltre 80 anni con linfoma diffuso a larghe cellule B. Questa forma di linfoma è molto comune nelle persone anziane e sebbene il trattamento sia ormai standardizzato nei pazienti più giovani, nessuno studio prospettico era stato effettuato sulle persone con più di 80 anni. I ricercatori afferenti al Groupe d’Etude des Lymphomes de l’Adulte (GELA) di Nizza hanno esaminato efficacia e sicurezza della combinazione R-miniCHOP in uno studio prospettico, multicentrico, in singolo braccio, di fase 2 in pazienti over-80 con linfoma diffuso a larghe cellule B. I 150 pazienti sono stati arruolati tra il 9 gennaio 2006 e il 23 gennaio 2009 in 38 centri di Francia e Belgio e hanno ricevuto sei cicli di R-miniCHOP (375 mg/m2 rituximab, 400 mg/m2 ciclofosfamide, 25 mg/m2 doxorubicina, 1 mg vincristina al giorno 1 di ogni ciclo e 40 mg/m2 prednisone ai giorni 1 – 5) a intervalli di 3 settimane. Endpoint primario era la sopravvivenza globale, sia non aggiustata che aggiustata per trattamento e fattori prognostici basali. In totale, 149 pazienti con età mediana di 83 anni (range: 80 – 95) sono stati inclusi nell’analisi ‘intention-to-treat’. Dopo un follow-up mediano di 20 mesi (range: 0 – 45), la sopravvivenza globale mediana è stata di 29 mesi (IC 95%: 21 – limite superiore non raggiunto) e la sopravvivenza globale a 2 anni del 59% (range: 49 – 67). In analisi multivariata, la sopravvivenza globale era alterata solo da una concentrazione di albumina sierica inferiore o uguale a 35 g/L (hazard ratio 3.2, IC 95%: 1.4 – 7.1; p = 0.0053). La sopravvivenza mediana libera da progressione è stata di 21 mesi (IC 95%: 13 – limite superiore non raggiunto) e quella libera da progressione a 2 anni del 47% (range: 38 – 56). Nello studio pubblicato sulla rivista The Lancet Oncology (leggi abstract originale) si sono verificati 58 decessi, 33 dei quali secondari a progressione del linfoma, mentre 12 sono stati attribuiti alla tossicità del trattamento. L’effetto collaterale più frequente è stata la tossicità ematologica (neutropenia di grado ≥ 3 in 59 pazienti, neutropenia febbrile in 11). Secondo gli autori, R-miniCHOP dovrebbe essere considerato quale nuovo trattamento standard per questo gruppo di pazienti.
TORNA INDIETRO
Panoramica privacy
Medinews

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Di questi, i cookies che sono categorizzati come necessari sono memorizzati nel tuo browser come essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito. Usiamo inoltre cookies di terze parti che possono aiutarci ad analizzare e capire capire come usi il sito. Questi cookies saranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Inoltre hai anche dei cookies opzionali. Ma la disattivazione di questi cookies potrebbe avere effetti sulla tua esperienza di navigazione.

Per saperne di più sulla nostra cookie policy clicca qui: Privacy & Cookie

Cookie strettamente necessari

I cookies necessari sono indispensabili per le funzionalità del sito. Questa categoria include solo i cookies per le funzionalità di base e sulla sicurezza del sito. Questi cookies non memorizzano nessun dato personale.

Se disabiliti questo cookie, non saremo in grado di salvare le tue preferenze. Ciò significa che ogni volta che visiti questo sito web dovrai abilitare o disabilitare nuovamente i cookie.

Cookie di terze parti

Qualsiasi cookies non necessario alle funzionalità del sito, vengono usati per memorizzare dati personali via analytics, pubblicità e altri.