venerdì, 27 novembre 2020
Medinews
26 Aprile 2011

IMMUNOTERAPIA ATTENUATA IN PERSONE ANZIANE CON LINFOMA DIFFUSO A LARGHE CELLULE B

L’associazione di concentrazioni standard di rituximab ad una dose ridotta di chemioterapia CHOP (doxorubicina, ciclofosfamide, vincristina e prednisone), denominata dagli investigatori francesi R-miniCHOP, offre un buon compromesso tra efficacia e sicurezza nei pazienti anziani di oltre 80 anni con linfoma diffuso a larghe cellule B. Questa forma di linfoma è molto comune nelle persone anziane e sebbene il trattamento sia ormai standardizzato nei pazienti più giovani, nessuno studio prospettico era stato effettuato sulle persone con più di 80 anni. I ricercatori afferenti al Groupe d’Etude des Lymphomes de l’Adulte (GELA) di Nizza hanno esaminato efficacia e sicurezza della combinazione R-miniCHOP in uno studio prospettico, multicentrico, in singolo braccio, di fase 2 in pazienti over-80 con linfoma diffuso a larghe cellule B. I 150 pazienti sono stati arruolati tra il 9 gennaio 2006 e il 23 gennaio 2009 in 38 centri di Francia e Belgio e hanno ricevuto sei cicli di R-miniCHOP (375 mg/m2 rituximab, 400 mg/m2 ciclofosfamide, 25 mg/m2 doxorubicina, 1 mg vincristina al giorno 1 di ogni ciclo e 40 mg/m2 prednisone ai giorni 1 – 5) a intervalli di 3 settimane. Endpoint primario era la sopravvivenza globale, sia non aggiustata che aggiustata per trattamento e fattori prognostici basali. In totale, 149 pazienti con età mediana di 83 anni (range: 80 – 95) sono stati inclusi nell’analisi ‘intention-to-treat’. Dopo un follow-up mediano di 20 mesi (range: 0 – 45), la sopravvivenza globale mediana è stata di 29 mesi (IC 95%: 21 – limite superiore non raggiunto) e la sopravvivenza globale a 2 anni del 59% (range: 49 – 67). In analisi multivariata, la sopravvivenza globale era alterata solo da una concentrazione di albumina sierica inferiore o uguale a 35 g/L (hazard ratio 3.2, IC 95%: 1.4 – 7.1; p = 0.0053). La sopravvivenza mediana libera da progressione è stata di 21 mesi (IC 95%: 13 – limite superiore non raggiunto) e quella libera da progressione a 2 anni del 47% (range: 38 – 56). Nello studio pubblicato sulla rivista The Lancet Oncology (leggi abstract originale) si sono verificati 58 decessi, 33 dei quali secondari a progressione del linfoma, mentre 12 sono stati attribuiti alla tossicità del trattamento. L’effetto collaterale più frequente è stata la tossicità ematologica (neutropenia di grado ≥ 3 in 59 pazienti, neutropenia febbrile in 11). Secondo gli autori, R-miniCHOP dovrebbe essere considerato quale nuovo trattamento standard per questo gruppo di pazienti.
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