martedì, 27 settembre 2022
Medinews
10 Marzo 2014

IL RISCHIO DI TUMORE MAMMARIO TRIPLO-NEGATIVO NELLE DONNE È DEFINITO DAL DIFETTO DEL SEGNALE ESTROGENICO: IMPLICAZIONI IN PREVENZIONE E TERAPIA

Studi epidemiologici supportano l’osservazione che il tumore mammario triplo-negativo sia un’entità distinta dai tumori positivi ai recettori degli estrogeni (ER-positivi), suggerendo che i fattori eziologici, le caratteristiche cliniche e le possibilità terapeutiche possano variare con i sottotipi molecolari. I tumori triplo negativi poco differenziati sono caratterizzati da assenza di ER e del recettore tirosin-chinasico 2 per il fattore di crescita epidermico umano (HER2); rappresentano il 15 – 20% dei tumori invasivi della mammella e sono fortemente associati alla diagnosi in età più giovane, a storia familiare di tumore mammario, alla mutazione del gene BRCA1 e alla razza afro-americana. Secondo molti ricercatori, i fattori riproduttivi e l’uso di ormoni esogeni influenzano in modo diverso o indiretto il rischio di tumori mammari triplo-negativi ed ER-positivi. Controversie, che riguardano l’esatto ruolo anche dello stesso fattore di rischio sullo sviluppo di tumore mammario triplo-negativo, sono giustificate dal fatto che i meccanismi biologici che sottostanno allo sviluppo dei tumori triplo-negativi e non triplo-negativi non sono ancora completamente chiariti. Per arrivare a comprendere meglio l’eziologia dei diversi sottotipi di tumore mammario, la dottoressa Zsuzsanna Suba del National Institute of Oncology, Surgical and Molecular Tumor Pathology Centre di Budapest, consiglia che si dovrebbero riconsiderare i concetti e le credenze tradizionali sui fattori di rischio del tumore: le neoplasie maligne hanno molte cause, ma l’alterazione di un determinato segnale degli estrogeni sembra essere un fattore di rischio cruciale per lo sviluppo dei tumori mammari. Il grado di difetto dell’equilibrio metabolico e ormonale è direttamente associato al rischio di tumore mammario triplo-negativo nelle donne durante tutta la vita. Può non essere coinvolto un impatto inverso dello stato menopausale o della parità sullo sviluppo di tumori mammari ER-positivi o ER-negativi e risultati controversi derivano dall’errata interpretazione delle valutazioni statistiche. Una bassa esposizione agli estrogeni, specialmente durante la pubertà, non riesce a difendere le funzioni cellulari contro insulino-resistenza e iper-androgenismo, con il risultante sviluppo di tumori poco differenziati e aggressivi, come il tipo triplo-negativo. I contraccettivi orali migliorano l’insulino-resistenza e forniscono una certa protezione contro il tumore dell’endometrio e dell’ovaio, in donne che presentano anovulazione, ma i dati sono contrastanti per i carcinomi mammari: l’uso prolungato protegge contro i tumori mammari ER-positivi, ma ha poca influenza su quelli ER-negativi o triplo-negativi. Anche l’esposizione alla luce sembra giocare un ruolo importante sullo sviluppo dei tumori mammari: i Paesi del nord Europa (Danimarca, Irlanda, Norvegia e Svezia), a bassa esposizione, mostrano elevata morbilità globale di tumore mammario, ma scendendo verso sud il rischio diminuisce in Asia e Africa, rimanendo ancora abbastanza alto in America del Nord ed Europa (legato in modo inverso con i livelli di melatonina). Infine, altro fattore di rischio sono le mutazioni BRCA1/2, dove la prima è più frequente nei tumori mammari triplo-negativi (50%). La revisione, pubblicata sulla rivista Onco Targets and Therapy (leggi testo), suggerisce anche che il supplemento di estrogeni esogeni o l’eccesso associato alla parità hanno un effetto protettivo sul tumore mammario, anche se più è bassa l’espressione di recettori per gli estrogeni nei tumori, più debole sarà l’efficacia anti-tumorale. Nelle donne, la strategia più importante di prevenzione contro i tumori della mammella, inclusi quelli triplo-negativi, è il controllo e il mantenimento dell’equilibrio ormonale dalla prima adolescenza per tutta la vita, specialmente durante i periodi di maggiore cambiamento ormonale. Maggiore è lo squilibrio ormonale, caratterizzato da iper-insulinismo, iper-androgenismo e bassa esposizione agli estrogeni, più elevato è il rischio di sviluppare tumore mammario, in particolare del tipo triplo-negativo poco differenziato.
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