giovedì, 26 novembre 2020
Medinews
10 Aprile 2012

IL CAFFÈ NON AUMENTA IL RISCHIO DI INFARTO E ICTUS

Alcuni studi hanno collegato il consumo abituale di caffè ad un maggior rischio di infarto e ictus, oltre che di tumori. In altre ricerche, invece, la bevanda a base di caffeina non è apparsa correlata a tali patologie. Anzi, in alcuni casi parrebbe conferire una protezione in più rispetto ai bevitori occasionali o ai non bevitori. “Alla luce di tali risultati contrastanti – ha spiegato Anna Floegel, epidemiologo dell’Istituto di Nutrizione Umana di Potsdam, in Germania -, abbiamo perciò deciso di tenere sotto osservazione il legame tra l’abitudine all’assunzione di caffè e determinate malattie, valutando allo stesso tempo l’effetto complessivo sulla salute.” Sono state raccolte informazioni sull’abitudine di bere caffè, su dieta, esercizio fisico e sulle condizioni di salute globale di oltre 42.000 adulti tedeschi senza alcuna condizione cronica manifesta. Dopo 9 anni di follow-up non è stata riscontrata nessuna differenza probabilistica relativamente alla possibilità di sviluppare malattie cardiache, ictus, diabete e cancro. 871 su 8.689 non bevitori hanno sviluppato una malattia cronica, rispetto a 1.124 su 12.137 persone che hanno bevuto più di quattro tazze di caffè con caffeina al giorno (quindi ad elevato introito), vale a dire un’incidenza di patologie di circa il 10% in entrambi i gruppi. Invece, tra questi bevitori di caffè è stata riscontrata una minore propensione (23% di probabilità in meno) a sviluppare diabete di tipo 2, risultato peraltro già evidenziato in vari studi prospettici internazionali. Per la Floegel, gli studi futuri dovrebbero indagare le possibili spiegazioni biologiche del ruolo protettivo del caffè per il diabete, e i meccanismi con i quali le persone che già soffrono di tale patologia, rispondono all’assunzione del caffè.

Reuters – American Journal of Clinical Nutrition
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