giovedì, 30 giugno 2022
Medinews
6 Dicembre 2011

ICTUS: IL GRUPPO SANGUIGNO INFLUENZA IL RISCHIO

Le persone appartenenti al gruppo sanguigno di tipo ‘AB’ e le donne i cui globuli rossi sono del gruppo ‘B’ corrono un rischio maggiore di ictus, rispettivamente più alto del 26% e del 15% rispetto alle persone con gruppo sanguigno di tipo ‘O’. E’ il risultato di uno studio, presentato al congresso annuale dell’American Heart Association tenutosi di recente a Orlando (Usa), diretto da Joann Manson del Dipartimento di Epidemiologia della Harvard School of Public Health di Cambridge, Massachusetts. La ricerca ha preso in esame i dati relativi a 90.000 persone nell’arco di venti anni. Ne è emersa, afferma Manson, “una crescente evidenza che il gruppo sanguigno possa influenzare il rischio di malattie croniche”; tuttavia, il rapporto tra proprietà immunologiche del sangue e malattie cardiovascolari non è stato ancora del tutto chiarito. Diversi studi hanno dimostrato che le persone appartenenti ai gruppi sanguigni ‘A’, ‘B’ e ‘AB’ hanno una maggiore probabilità di attacchi cardiaci e trombi nei vasi sanguigni degli arti inferiori, mentre al gruppo sanguigno ‘O’ è associata a una maggiore probabilità di emorragie. Il motivo di questa distinzione, hanno spiegato al convegno gli esperti all’American Heart Association, è la diversa natura degli antigeni (molecole proteiche) presenti sulla superficie dei globuli rossi. Il modello individuale di risposta immunitaria si determina nei primi istanti di vita e in certe condizioni le cellule del sangue hanno maggiori o minori probabilità di aggregarsi tra loro. Secondo i ricercatori, lo studio non dovrebbe allarmare chi appartiene a uno o all’altro gruppo; tuttavia, fornisce l’evidenza, spiega Manson, di “un ulteriore fattore di rischio che le persone dovrebbero conoscere” e che potrebbe incoraggiare a vigilare di più sulla propria pressione sanguigna e sui livelli di colesterolo, fattori di rischio fondamentali sia per l’ictus che per l’infarto.

Asca
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