sabato, 31 luglio 2021
Medinews
7 Giugno 2011

ICTUS: AUMENTANO I DECESSI NEI PAESI DELL’ EST EUROPA, RECORD IN RUSSIA

L’ictus è un killer assai più spietato nei paesi dell’Est Europa di quanto non lo sia nella parte occidentale del Vecchio Continente. Secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), dal 1990 al 2006, nei paesi occidentali si va dal tasso minimo di 37,7 decessi ogni 100.000 abitanti l’anno per gli uomini e di 45/100mila per le donne (Israele), al massimo di 169 su 100.000 uomini in Croazia e 207 donne su 100.000 in Portogallo. L’Italia, con 95,9 morti su 100.000 uomini e 133,5/100mila donne si colloca nella parte bassa della classifica che in tutto comprende 18 Stati. Tra i paesi dell’Europa dell’Est il record negativo di mortalità spetta alla Russia con 375,4 decessi su 100.000 uomini e 396,6 su 100.000 donne. Analizzando le tendenze nel corso dei 16 anni di dati disponibili, gli studiosi concludono che i paesi che avevano una bassa mortalità tra gli adulti alla fine del ventesimo secolo, proseguono la tendenza verso la diminuzione delle morti, mentre al contrario gli Stati con tassi moderati o alti di mortalità per ictus (come quelli dell’Est) stanno sperimentando un aumento senza precedenti di mortalità da ictus. Per affrontare questa emergenza – affermano i ricercatori dell’Oms – è anzitutto necessario migliorare il monitoraggio dell’ipertensione, che risulta ancora scarso, e lavorare sulla prevenzione. Nei paesi dove ciò è stato fatto, in abbinamento all’aumento di prescrizione di farmaci antipertensivi, i tassi di ricovero e mortalità per ictus sono scesi progressivamente.

Panorama.it
TORNA INDIETRO