sabato, 28 gennaio 2023
Medinews
27 Luglio 2010

HPV E INCIDENZA DI CARCINOMA CUTANEO: STUDIO CASO-CONTROLLO

Uno studio pubblicato nella rivista British Medical Journal (leggi abstract originale) suggerisce una relazione tra infezione da papillomavirus umano (HPV, genere beta) e incidenza di carcinoma cutaneo squamocellulare (cancro della pelle non-melanocitico) nella popolazione generale e il potenziale aumento del rischio con la terapia immunosoppressiva. I ricercatori statunitensi afferenti al New Hampshire Skin Cancer Study Group hanno esaminato 2366 casi di cancro cutaneo e di controllo (età compresa tra 25 e 74 anni), che comprendevano 663 pazienti con carcinoma squamocellulare, 898 con carcinoma basocellulare e 805 controlli, ai quali sono stati prelevati campioni di plasma per la determinazione di anticorpi L1 verso 16 tipi di HPV del genere beta. I casi di carcinoma cutaneo squamocellulare, ma non quelli basocellulari, mostravano una più alta prevalenza di singoli HPV genere beta rispetto ai controlli. Il rischio (odds ratio, OR) di carcinoma squamocellulare aumentava con la positività al tipo di genere beta: positivo per un tipo di HPV beta OR = 0.99 (intervallo di confidenza [IC] 95%: 0.74 – 1.33); positivo per 2 -3 tipi OR = 1.44 (IC 95%: 1.03 – 2.01); positivo per 4 – 8 tipi OR = 1.51 (IC 95%: 1.03 – 2.20); positivo per più di 8 tipi OR = 1.71 (IC 95%: 1.12 – 2.62) (p trend per categoria < 0.001; p trend continuo = 0.003). Pur con limitato potere statistico l’associazione con il tumore era più forte nei pazienti in terapia prolungata con corticosteroidi (OR = 3.21, IC 95%: 1.22 – 8.44), rispetto a quelli che non avevano mai assunto tali farmaci (OR = 1.23, IC 95%: 0.97 – 1.55).
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