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7 Maggio 2009

GRADIENTE DI PRESSIONE VENOSA EPATICA PREDICE SVILUPPO DI CARCINOMA EPATICO

L’ipertensione portale, tra i fattori analizzati, è stata evidenziata quale fattore indipendente di sviluppo dell’epatocarcinoma. Un gradiente superiore a 10 mmHg è stato associato a un rischio sei volte superiore

Duecentotredici pazienti con cirrosi compensata, ipertensione portale e assenza di varici sono stati inclusi in uno studio che ha valutato la capacità dei beta-bloccanti di prevenire la comparsa di varici. Sono stati analizzati fattori predittivi di sviluppo dell’epatocarcinoma, tra cui anche il gradiente di pressione venosa epatica. I pazienti sono stati seguiti prospetticamente per 3 mesi fino allo sviluppo di varici o a sanguinamento per questa causa o a completamento dello studio. Nello studio pubblicato nel Journal of Hepatology (leggi abstract originale), l’endpoint primario era lo sviluppo di epatocarcinoma secondo i criteri diagnostici standard. Per identificare i fattori predittivi di epatocarcinoma gli autori hanno condotto analisi di regressione univariata e multivariata. Ad un follow-up mediano di 58 mesi, il 12.2% dei pazienti (26 sui 213) ha sviluppato epatocarcinoma, 8 sono stati trapiantati e 28 sono deceduti senza sviluppare carcinoma epatico. L’84% dei pazienti con infezione da HCV (22) ha sviluppato epatocarcinoma. In analisi multivariata, sono stati evidenziati quali fattori predittivi indipendenti di epatocarcinoma il gradiente di pressione venosa epatica (HR = 1.18: IC 95%: 1.08-1.29), l’albumina (HR = 0.34; IC 95%: 0.14-0.83) e l’eziologia virale (HR = 4.59; IC 95%: 1.51-13.92). Le curve ROC hanno identificato quale migliore cut-off di gradiente di pressione venosa epatica il valore di 10 mmHg; i pazienti con valori superiori hanno mostrato un’incidenza di epatocarcinoma 6 volte superiore.
Nell’editoriale, pubblicato nella stessa rivista, Christensen [J Hepatol 2009;50(5):848] ha analizzato i vari aspetti dello studio. I criteri di selezione, basati sull’assenza di varici gastrointestinali (che ha escluso il 37% dei pazienti) e di ascite, hanno portato ad ottenere una popolazione “speciale”. Inoltre, la definizione delle variabili (ad es. creatinina serica, bilirubina, INR, ecc.) non è stata espressa dopo trasformazione logaritimica impedendo quindi di ottenere la validità statistica al modello di Cox. Ripoll et al. hanno ottenuto risultati interessanti sull’associazione tra ipertensione portale e sviluppo del tumore, ma dato il tipo di studio, i criteri di selezione e alcune caratteristiche dell’analisi statistica, è necessaria la validazione dei risultati in pazienti indipendenti. Solo in questo modo, secondo quanto esprime Christensen, si potranno ottenere conclusioni valide per la diagnosi e lo screening del carcinoma epatico.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 5 – Maggio 2009
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