GLI INIBITORI BRAF PERMETTONO LA SELEZIONE DI POPOLAZIONI CON DIVERSA CINETICA DI PROGRESSIONE DEL MELANOMA?
Ipilimumab, un anticorpo monoclonale anti-CTLA-4, ha mostrato migliorare la sopravvivenza globale nei pazienti con melanoma metastatico. Dati preliminari suggeriscono che i pazienti che non rispondono al trattamento con inibitore BRAF mostrano una progressione molto rapida della malattia. I ricercatori dell’Istituto Nazionale Tumori, Fondazione “G. Pascale” di Napoli, e dell’Istituto di Biochimica Molecolare del C.N.R di Sassari hanno ipotizzato che la selettività per una più rapida progressione del melanoma possa significare che i pazienti non ricevano lo stesso beneficio dal successivo trattamento con ipilimumab rispetto a quelli ai quali non è stato precedentemente somministrato un inibitore BRAF. La nuova sfida è dunque focalizzata a identificare e trattare le due popolazioni di pazienti, caratterizzate da malattia a progressione rapida o lenta, e recenti ipotesi suggeriscono che la scelta del trattamento dovrebbe essere guidata dai fattori di rischio basali. Lo studio pubblicato sulla rivista Journal of Translational Medicine (leggi testo integrale) indica, tuttavia, che non esistono ancora dati che definiscano quale sia la migliore sequenza di trattamento e ulteriori ricerche sono quindi necessarie per identificare i fattori predittivi di risposta nei pazienti con melanoma metastatico per aiutare a guidare la scelta della terapia, cioè se in terapia sequenziale sia meglio utilizzare prima un inibitore BRAF o ipilimumab.