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14 Aprile 2009

GERMOGLI DI BROCCOLI: RIDUCONO LA COLONIZZAZIONE DI H. PILORI E PROTEGGONO CONTRO IL CANCRO ALLO STOMACO

Una porzione giornaliera protratta per 2 mesi di germogli di broccoli, ricchi di sulforafano, riduce la carica batterica di Helicobacter pilori ed aiuta a prevenire le conseguenze dell’infezione sia nel topo che nell’uomo. Questa particolare dieta sembra infatti aumenti la chemioprotezione della mucosa gastrica verso lo stress ossidativo causato da H. pilori. A queste conclusioni sono giunti universitari giapponesi in collaborazione con scienziati della Johns Hopkins University di Baltimora. Lo studio pubblicato nella rivista Cancer Prevention Research (leggi abstract originale) ha evidenziato che il sulforafano isotiocianato, contenuto come precursore (glucorafanina) in quantità molto elevata nei germogli di broccoli, è un potente battericida e previene le conseguenze della colonizzazione di H. pilori fortemente associata al cancro gastrico. Il sulforafano era già noto per i suoi effetti protettivi contro il cancro. Una dieta ricca di sodio (NaCl 7.5%), a base di germogli di broccoli (ricchi di sulforafano) somministrata a topi femmina infettati con H. pilori (ceppo Sidney 1) ha ridotto la carica batterica gastrica, ha indotto una più bassa espressione di TNF-alfa e interleuchina-1beta, ha diminuito l’infiammazione del corpo dello stomaco e ha prevenuto l’atrofia della mucosa indotta dall’elevato contenuto di sale nella dieta. Questo effetto terapeutico non è stato osservato nei topi con delezione del gene nrf2, suggerendo quindi l’importante ruolo delle proteine antiossidanti e antinfiammatorie dipendenti da Nrf2 nel meccanismo di protezione del sulforafano. Anche 48 pazienti giapponesi con infezione da H. pilori, ai quali era stata assegnata una dieta ricca di germogli di broccoli (70 g/giorno; contenente 420 μg di precursore del sulforafano) per 8 settimane o un’equivalente quantità di germogli d’erba medica, che non contengono il principio attivo (placebo). La dieta con germogli di broccoli, ma non con placebo, ha diminuito i livelli di ureasi, misurata attraverso il test dell’urea nel respiro, e dell’antigene di H. pilori (entrambe indicatori della colonizzazione di H. pilori) e di pepsinogeno I e II nel siero (biomarker di infiammazione allo stomaco). I valori sono ritornati ai livelli normali entro 2 mesi dalla sospensione del trattamento.
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