venerdì, 19 agosto 2022
Medinews
31 Agosto 2009

GEFITINIB VS TERAPIA STANDARD NELL’ADENOCARCINOMA POLMONARE

Il primo farmaco è risultato superiore, rispetto all’associazione carboplatino-paclitaxel, come trattamento iniziale dell’adenocarcinoma polmonare nei pazienti non fumatori (o in persone che avevano abbandonato l’abitudine al fumo di poche sigarette), specialmente in coloro che presentavano mutazione del gene EGFR (epidermal growth factor receptor). In passato studi non controllati avevano già suggerito l’efficacia del trattamento di prima linea con gefitinib in pazienti selezionati con cancro del polmone non a piccole cellule. Nello studio in questione di fase 3 in aperto, pazienti asiatici, non fumatori e mai trattati precedentemente, con adenocarcinoma polmonare sono stati randomizzati a gefitinib (250 mg/die) (n = 609) o all’associazione di carboplatino (dose calcolata a produrre un’AUC di 5-6 mg/ml/min) e paclitaxel (200 mg/m2 di superficie corporea) (n = 608). Le percentuali di SSP a 24 mesi erano del 24.9% con gefitinib e del 6.7% con l’associazione carboplatino-paclitaxel. Lo studio pubblicato nella rivista New England Journal of Medicine (leggi abstract originale) ha dimostrato la superiorità del gefitinib rispetto all’associazione standard in termini di SSP nella popolazione ‘intention-to-treat’ (hazard ratio [HR] per progressione o morte 0.74; intervallo di confidenza [IC] 95%: 0.65-0.85; p < 0.001). Nel sottogruppo di 261 pazienti con mutazione del gene EGFR, la SSP era significativamente più lunga in coloro che avevano ricevuto gefitinib (HR per progressione o morte 0.48; IC 95%: 0.36-0.64; p < 0.001), mentre nel sottogruppo di 176 pazienti negativi alla mutazione, la SSP era significativamente più lunga tra i pazienti in trattamento con l’associazione carboplatino-paclitaxel (HR per progressione o morte con gefitinib 2.85; IC 95%: 2.05-3.98; p < 0.001). La mutazione del gene EGFR può quindi essere indicata quale fattore prognostico predittivo del trattamento. Gli eventi avversi più frequentemente osservati nel gruppo trattato con gefitinib sono stati rash cutaneo o acne (nel 66.2% dei pazienti) e diarrea (46.6%), mentre effetti neurotossici (69.9%), neutropenia (67.1%) e alopecia (58.4%) si sono manifestati nel gruppo trattato con l’associazione standard.
TORNA INDIETRO