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4 Febbraio 2014

GEFITINIB VS PLACEBO NEL TUMORE POLMONARE NON A PICCOLE CELLULE COMPLETAMENTE RESECATO: RISULTATI DELLO STUDIO NCIC CTG BR19

Sebbene lo studio sia stato chiuso prematuramente e le relazioni definitive sull’efficacia della terapia adiuvante con gefitinib non possano essere conclusive, i risultati suggeriscono che questo trattamento non offra probabilmente beneficio. La sopravvivenza dei pazienti con tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC), completamente resecato, non è soddisfacente e nel 2002 il beneficio della chemioterapia non era stato ancora confermato. Lo studio NCIC CTG BR19 di fase III ha valutato l’impatto della terapia adiuvante post-operatoria con gefitinib sulla sopravvivenza globale (OS). I ricercatori canadesi e statunitensi hanno randomizzato (1:1) pazienti con NSCLC completamente asportato (in stadio IB, II o IIIA), stratificati per stadio, istologia, sesso, radioterapia post-operatoria e chemioterapia, a gefitinib 250 mg al giorno o a placebo per 2 anni. Endpoint dello studio erano la OS, la sopravvivenza libera da malattia (DFS) e la tossicità. Al momento della chiusura anticipata dello studio, erano stati arruolati 503 dei 1242 pazienti pianificati (251 a gefitinib e 252 a placebo). I fattori basali erano bilanciati tra i due bracci. A un follow-up mediano di 4.7 anni (range: 0.1 – 6.3), non è stata osservata alcuna differenza tra i due bracci né per OS (hazard ratio [HR] 1.24, IC 95%: 0.94 – 1.64; p = 0.14) né per DFS (HR 1.22, IC 95%: 0.93 – 1.61; p = 0.15). Analisi esplorative non hanno evidenziato alcun beneficio della DFS (HR 1.28, IC 95%: 0.92 – 1.76; p = 0.14) o della OS (HR 1.24, IC 95%: 0.90 – 1.71; p = 0.18) con gefitinib nei 344 pazienti che presentavano tumori ‘wild-type’ per EGFR (epidermal growth factor receptor). Analogamente, non è stato osservato beneficio di DFS (HR 1.84, IC 95%: 0.44 – 7.73; p = 0.395) o di OS (HR 3.16, IC 95%: 0.61 – 16.45; p = 0.15) con gefitinib nei 15 pazienti con tumori positivi alla mutazione di EGFR. Gli eventi avversi erano quelli attesi con un inibitore di EGFR. Seri eventi avversi si sono manifestati in ≤ 5% dei pazienti, eccetto infezione, fatigue e dolore e un paziente in ciascun braccio ha sviluppato polmonite fatale. In conclusione, nello studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi testo), sebbene sia stato chiuso in anticipo e dichiarazioni definitive sull’efficacia di gefitinib in terapia adiuvante non possano essere espresse, i risultati indicano che sia improbabile un beneficio da questo trattamento.
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