mercoledì, 25 novembre 2020
Medinews
4 Novembre 2008

GB, STUDENTI MEDICINA FANNO PRATICA SU SECOND LIFE

Arriva la chiamata per l’ambulanza. Si tratta di una giovane donna, svenuta per strada all’uscita di un locale notturno. I paramedici si recano sul posto, parcheggiano il veicolo e valutano la situazione. La donna è ubriaca ma anche, scoprono i medici effettuando gli esami del sangue, è diabetica e necessita di cure immediate. Potrebbe essere uno scenario reale ma è quello che virtualmente viene ricreato su Second Life per i giovani studenti di St George’s Hospital, University of London e Kingston University. Uno scenario in 3D dove i giovani in fase di addestramento possono comportarsi come se stessero sulla scena reale ma con la preziosa opportunità di sbagliare senza che vi siano conseguenze dai loro errori. Nel mondo virtuale, gli studenti si possono comportare come in quello reale: visitano i pazienti, somministrano farmaci, curano ferite, hanno accesso alle attrezzature per il primo soccorso, come la maschera d’ossigeno o la macchina per l’elettrocardiogramma. Il Dr Ahmed Younis, uno dei coordinatori del progetto alla St George’s University of London, spiega che l’uso di Second Life nella formazione dei giovani medici è una prima assoluta nel suo Paese. Da un lato offre un modo nuovo per imparare, dall’altro e’ un utile strumento per mettere in pratica quanto appreso in teoria in un ambiente sicuro, dove anche se si sbaglia non vi sono conseguenze sui pazienti. Il Dr. Younis dice anche che il 90% degli studenti che ha provato Second Life pensa di aver imparato meglio a gestire le situazioni della vita reale e di sentirsi più pronto alla prova sullo scenario della vita vera. Per ora le situazioni virtuali proposte dalla simulazione in 3D sono cinque, ma presto, dicono i ricercatori che seguono il progetto nelle università britanniche, verranno aggiunti nuovi scenari per toccare diverse specializzazioni mediche.
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