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7 Marzo 2011

FUMARE DURANTE LA RADIOTERAPIA RIDUCE LA SOPRAVVIVENZA NEI TUMORI TESTA-COLLO

Mantenere l’abitudine al fumo durante la terapia radiante del tumore testa-collo non è consigliabile perché sarebbe associata a esiti sfavorevoli. Lo affermano ricercatori della University of California Davis Cancer Center a Sacramento che hanno valutato l’effetto del mantenimento dell’abitudine al fumo di sigaretta in pazienti che venivano sottoposti a radioterapia per tumore testa-collo, comparando gli esiti tra i fumatori attivi e i pazienti che avevano smesso di fumare. Gli autori hanno identificato, attraverso una revisione delle cartelle cliniche, 101 pazienti che avevano ricevuto nuova diagnosi di carcinoma a cellule squamose di testa e collo e che continuavano a fumare durante la radioterapia. Ogni fumatore attivo è stato accoppiato a un paziente di controllo che aveva smesso di fumare prima di iniziare la radioterapia. L’accoppiamento caso-controllo veniva definito in base alla storia di abitudine al fumo (pacchetti-anno), al sito primario del tumore, età, sesso, performance status di Karnofsky, stadio della malattia, dose della radiazione, uso di chemioterapia, anno di trattamento e applicazione della resezione chirurgica. Gli esiti sono stati comparati con l’uso dell’analisi di Kaplan-Meier. Gli effetti sul tessuto sano sono stati classificati secondo i criteri di tossicità del Radiation Therapy Oncology Group/European Organization for the Treatment of Cancer. Lo studio pubblicato sulla rivista International Journal of Radiation, Biology, Physics (leggi abstract originale) ha indicato, ad un follow-up mediano di 49 mesi, una riduzione significativa della sopravvivenza globale a 5 anni (23% vs 55%), del controllo loco-regionale (58% vs 69%) e della sopravvivenza libera da malattia (42% vs 65%) nei fumatori attivi rispetto a coloro che avevano smesso di fumare prima della radioterapia (p < 0.05 per tutti). Queste differenze sono rimaste statisticamente significative anche quando i pazienti trattati con radioterapia post-operatoria o definitiva sono stati analizzati separatamente. Anche l’incidenza di complicanze tardive di grado 3 o più elevato era significativamente aumentata nei fumatori attivi rispetto agli ex-fumatori (49% vs 31%; p = 0.01). Gli autori hanno programmato studi più approfonditi per analizzare le ragioni biologiche e molecolari legate a queste differenze.
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