sabato, 17 ottobre 2026
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8 Novembre 2011

FUMARE AUMENTA IL RISCHIO DI INFARTO PRECOCE, SPECIE PER LE DONNE

Non solo fumare aumenta il rischio di un infarto, anche in assenza di altri fattori predisponenti, ma l’attacco cardiaco colpisce generalmente prima, di dieci anni e più, rispetto ai non fumatori. E’ la conclusione cui sono giunti i ricercatori guidati da Michael Howe della University of Michigan Health System, negli Usa, che hanno studiato i dati relativi a circa 3.600 persone ricoverate a causa di un infarto o di un attacco di angina instabile. Il 25% dei pazienti considerati era fumatore abituale e aveva un’età media inferiore rispetto ai non fumatori: 55 anni i maschi, 57 anni le femmine tra i fumatori, 64 anni i maschi e 70 per le donne, tra i non fumatori. Nel gruppo di chi aveva l’abitudine di accendere la sigaretta, inoltre, vi era minore prevalenza di ipercolesterolemia, ipertensione e diabete rispetto ai non fumatori. Ciò, unito alla più giovane età, spiega il cosiddetto “paradosso del fumatore”, vale a dire il fatto che chi fuma ‘avrebbe’ minori probabilità di decesso per attacco ischemico: i tassi di mortalità a 6 mesi dal ricovero, infatti, erano 5% nei maschi non fumatori, contro il 3% nei fumatori di sesso maschile, e 8% e 6% nelle donne non-fumatrici e fumatrici. “I risultati sono un ulteriore conferma – ha affermato Gregg Fonarow, cardiologo della David Geffen School of Medicine (University of California, Los Angeles), che non faceva parte del gruppo di studio – del fatto che non è mai troppo tardi per smettere di fumare e che i benefici si fanno sentire molto presto. Solo pochi giorni dopo aver smesso di fumare vi è infatti una riduzione delle probabilità di attacco cardiaco e nell’arco di uno o due anni la maggior parte del rischio coronarico è annullato. I messaggi chiave – ha concluso Fonarow – sono che il fumo è un fattore di rischio enorme per eventi coronarici acuti precoci e che questi rischi possono essere ancora maggiori nelle donne rispetto agli uomini”.

American Journal of Cardiology – Reuters Health
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