mercoledì, 25 novembre 2020
Medinews
21 Settembre 2009

FRIULI VG: ALTA INCIDENZA TUMORI PROSTATA E MAMMELLA

Da un lato screening su fasce sempre più ampie di popolazione per consentire diagnosi precoci ed interventi tempestivi; dall’altro campagne di prevenzione per favorire l’assunzione di stili di vita e comportamenti salutari. E poi terapie sempre più moderne ed efficaci. Il risultato è che anche in Friuli Venezia Giulia negli ultimi dieci anni non cresce l’incidenza delle malattie neoplastiche ma soprattutto chi ne viene colpito vive più a lungo, anche se tra gli uomini è forte l’aumento dei casi del carcinoma della prostata, mentre tra le donne crescono quelli alla mammella. Sono questi alcuni tra i principali elementi che emergono dalla lettura del volume “I tumori in Friuli Venezia Giulia. Dati di incidenza, sopravvivenza e prevalenza: 1995-2005”, curato dall’Agenzia regionale della Sanità e dal Centro di riferimento oncologico di Aviano (CRO) e presentato a Trieste dall’assessore regionale alla Salute e Protezione sociale, Vladimir Kosic e dal direttore del Registro Tumori Diego Serraino. Presenti anche il direttore generale del CRO Giovanni Del Ben e Loris Zanier dell’Agenzia della Sanità. La pubblicazione, che offre informazioni sull’incidenza dei tumori nell’ultimo biennio di registrazione, il 2004-2005, sull’andamento temporale di queste patologie nel periodo 1995-2005, e sulle persone che sono ancora in vita a vari periodi dopo la diagnosi, se certamente e’ rivolta agli addetti ai lavori, risulta particolarmente utile, come ha detto Kosic, a “permettere scelte politiche corrette, basate sul rigore scientifico, per dare risposte a tematiche che altrimenti restano drammatiche”. Più nel dettaglio, in regione si sono registrati in media quasi 8.400 nuovi casi di tumore negli ultimi due anni presi in esame (2004-2005). E se la maggioranza delle diagnosi riguarda persone con più di 65 anni di età, ad essere colpiti sono in misura maggiore ancora gli uomini (circa 8 casi ogni 1.000 abitanti) rispetto alle donne (6 su 1.000). Tra i maschi, come detto, i tumori maggiormente diagnosticati sono quelli alla prostata (23,3 per cento), che risultano anche in costante e sensibile aumento nel decennio considerato. Ma ciò sembra dovuto alla rapida diffusione delle pratiche di screening tramite PSA. A seguire vi sono i tumori al colon-retto (23,7 p.c.) e al polmone (13,3 p.c.), che non è più, come in passato, l’organo più interessato dalle malattie neoplastiche, “grazie ad un’ottima legge nazionale e alle campagne anti-fumo”, ha sottolineato l’assessore, rimarcando l’importanza della prevenzione e delle diagnosi precoci, cui l’Amministrazione regionale dedica da sempre particolare attenzione. Più graduale, invece, nelle donne, l’aumento dei casi di tumore alla mammella, mentre, sebbene modesto, merita attenzione il numero di giovani donne colpite da melanoma: circa 40 i casi all’anno, facilmente evitabili con un’adeguata protezione dai raggi solari o ultravioletti artificiali. Dati molto incoraggianti vengono infine messi in luce dall’analisi della sopravvivenza. Aumentano infatti le persone ancora in vita a cinque anni dalla diagnosi. Si stima che attualmente nella regione vivano circa 40 mila persone a cui è stato diagnosticato un tumore. Di fatto, come è stato sottolineato sia da Kosic che da Serraino, le informazioni contenute nel volume, oltre a fornire un quadro puntuale della situazione, danno un contributo importante a tutte le persone coinvolte nella lotta contro il cancro: dalla ricerca epidemiologica alla valutazione degli esiti di interventi preventivi ed assistenziali, alle politiche di programmazione sanitaria. Azioni cui “un contributo significativo – ha concluso Kosic – viene anche da un’alleanza terapeutica e progettuale con le associazioni di volontariato”.
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