giovedì, 30 giugno 2022
Medinews
30 Maggio 2017

Follow-up of elderly patients with urogenital cancers: Evaluation of geriatric care needs and related actions

To investigate a comprehensive geriatric assessment (CGA) with subsequent investigation of healthcare patterns in older patients with urological cancers undergoing initial surgery or radiotherapy, to verify the usefulness of the incorporation of geriatric principles in future care plans. This is a prospective cohort study. From November 2011 to March 2015, CGA was offered to all patients aged 70+ years treated with radiotherapy or surgery at seven tertiary … (leggi tutto)

Le linee guida AIOM dedicate alla gestione dei pazienti anziani sottolineano l’importanza della valutazione geriatrica multidimensionale: “L’uso della valutazione geriatrica multidimensionale ha portato allo sviluppo di una clinica geriatrica basata sulla centralità del paziente e del suo ambiente di riferimento, che ha come principali obiettivi il mantenimento dell’indipendenza funzionale e l’ottimizzazione del numero di pazienti che rimangono o ritornano al proprio domicilio“. Peraltro, le linee guida, pur sottolineando l’importanza dell’attenzione alla valutazione geriatrica (spesso “accusata” di richiedere un notevole impiego di tempo e risorse nella pratica clinica), ricordano anche che non esistono studi controllati randomizzati in oncologia che ne sanciscano l’efficacia e l’utilità. Peraltro, a fronte delle evidenze e della letteratura incentrata sulla tollerabilità dei trattamenti, ancor meno evidenza esiste sul ruolo eventuale della valutazione geriatrica multidimensionale nei pazienti candidati a follow-up dopo trattamento radicale. In questo scenario si inserisce l’articolo, recentemente pubblicato sul Journal of Geriatric Oncology, in cui Monfardini e colleghi hanno affrontato, in uno studio prospettico, il ruolo della valutazione geriatrica nei pazienti anziani con tumori urologici sottoposti a trattamento con chirurgia o radioterapia, allo scopo di valutare l’utilità della valutazione per il follow-up di tali pazienti. L’analisi si è basata su 453 pazienti (la maggior parte con tumore della prostata, ma era presente anche un discreto numero di pazienti con tumore della vescica o con tumore del rene). Dividendo i pazienti in 3 categorie in accordo alla definizione di Balducci, i pazienti “fit” erano il 40% di quelli con tumore della prostata, il 25% di quelli con tumore del rene e il 21% di quelli con tumore della vescica. I pazienti “vulnerable” erano il 47%, 40% e 42%, rispettivamente nelle tre patologie. Infine, i pazienti “fragili” erano il 13%, 34% e 37% rispettivamente. Nell’articolo è affrontato il problema della gestione condivisa con altri specialisti nel caso dei pazienti affetti da patologie concomitanti severe (cardiopatie, diabete o altri disordini metabolici, patologie respiratorie). Gli autori sottolineano l’importanza della valutazione geriatrica allo scopo di migliorare la qualità del follow-up dei pazienti anziani affetti da neoplasie urologiche, anche se, ovviamente, uno studio di coorte di questo tipo non consente di “quantificare” appieno l’efficacia della valutazione geriatrica multidimensionale.
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