mercoledì, 21 aprile 2021
Medinews
13 Maggio 2013

FOLLOW-UP E SOPRAVVIVENZA A LUNGO TERMINE DEI PAZIENTI CON RECIDIVA DI MELANOMA DOPO BIOPSIA NEGATIVA DEL LINFONODO SENTINELLA

La recidiva del melanoma dopo biopsia negativa del linfonodo sentinella si manifesterebbe in percentuale comparabile a quanto precedentemente osservato, con un tasso di falsi negativi del 4.0%. Le lesioni a testa e collo, la presenza di ulcerazioni, un aumentato spessore di Breslow, l’età più avanzata e il sesso maschile sono associati a un maggiore rischio di recidiva, malgrado la negatività del linfonodo sentinella alla biopsia. Per analizzare i fattori predittivi e le caratteristiche della recidiva del melanoma, in termini di tempo alla recidiva e sopravvivenza globale, ricercatori di varie università statunitensi hanno condotto una revisione retrospettiva di un database prospettico di pazienti con melanoma cutaneo che avevano ricevuto esito negativo alla biopsia del linfonodo sentinella in un ospedale universitario di terzo livello. In totale, 515 pazienti con melanoma sono stati sottoposti a biopsia del linfonodo sentinella, senza evidenza di malattia metastatica, tra il 1996 e il 2008. Lo studio, pubblicato sulla rivista JAMA (Journal of the American Medical Association) Surgery (leggi abstract), ha identificato una recidiva del melanoma in 83 dei 515 pazienti (16%) a una mediana di 23 mesi durante un follow-up mediano di 61 mesi (range: 1 – 154). Tra questi 83 pazienti, 21 avevano melanoma metastatizzato nel bacino linfonodale studiato, con un tasso di falsi negativi del 4.0% nel bacino stesso. I pazienti con recidiva presentavano lesioni primarie più profonde (spessore medio 2.7 vs 1.8 mm; p < 0.001) e con maggiore probabilità di ulcerazione (32.5 vs 13.5%; p < 0.001), rispetto a quelli che non mostravano recidiva. Il melanoma primario nei pazienti con recidiva era più probabilmente localizzato nella regione testa – collo, rispetto alla combinazione delle altre localizzazioni (31.8 vs 11.7%; p < 0.001). La sopravvivenza mediana dopo una recidiva è risultata di 21 mesi (range: 1 – 106). Le caratteristiche favorevoli associate a un più basso rischio di recidiva includevano un’età più giovane alla diagnosi (media: 49 vs 57 anni) e il sesso femminile (9 vs 27% nei maschi; p < 0.001). In conclusione, nel complesso, la recidiva del melanoma dopo biopsia negativa del linfonodo sentinella (16%) era comparabile a quanto precedentemente riportato, con un tasso di falsi negativi nel bacino linfonodale del 4.0%. Le lesioni a testa e collo, la presenza di ulcerazione, un aumentato spessore di Breslow, l’età più avanzata e il sesso maschile sono stati associati a un maggiore rischio di recidiva, malgrado l’esito negativo della biopsia del linfonodo sentinella.
TORNA INDIETRO