martedì, 24 novembre 2020
Medinews
6 Giugno 2011

FOLFIRINOX VS GEMCITABINA NEL CANCRO METASTATICO DEL PANCREAS

Rispetto alla gemcitabina, il regime FOLFIRINOX è stato associato ad un vantaggio di sopravvivenza, ma anche a una maggiore tossicità. Malgrado ciò, il regime rappresenta un’opzione per il trattamento dei pazienti con cancro pancreatico metastatico e buon performance status. Ad oggi, i dati di efficacia e sicurezza del regime di combinazione chemioterapica contenente oxaliplatino, irinotecan, fluorouracile e leucovorin (FOSFIRINOX) rispetto a gemcitabina nel trattamento di prima linea dei pazienti con cancro metastatico del pancreas sono ancora limitati. Ricercatori francesi afferenti al Groupe Tumeurs Digestives of Unicancer e all’Intergruppo PRODIGE hanno randomizzato 342 pazienti con performance status ECOG (Eastern Cooperative Oncology Group) 0 – 1 (scala crescente per severità della malattia da 0 a 5) a ricevere FOLFIRINOX (oxaliplatino 85 mg/m2 di superficie corporea; irinotecan 180 mg/m2; leucovorin 400 mg/m2 e fluorouracile 400 mg/m2 in bolo seguito da 2400 mg/m2 in infusione continua per 46 ore, ogni due settimane) o gemcitabina alla dose di 1000 mg/m2 alla settimana per 7 settimane su 8 e poi ogni settimana per 3 settimane su 4. In entrambi i gruppi erano raccomandati 6 mesi di chemioterapia se i pazienti manifestavano risposta. Endpoint primario era la sopravvivenza globale. Nello studio pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine (leggi abstract originale) la sopravvivenza globale mediana è risultata di 11.1 mesi nel gruppo FOSFIRINOX, rispetto a 6.8 mesi per i pazienti trattati con gemcitabina (hazard ratio per il decesso 0.57, intervallo di confidenza [IC] 95%: 0.45 – 0.73; p < 0.001). La sopravvivenza libera da progressione mediana era invece 6.4 mesi nel gruppo FOSFIRINOX e 3.3 mesi in quello con gemcitabina (hazard ratio per la progressione della malattia 0.47, IC 95%: 0.37 – 0.59; p < 0.001). La percentuale di risposta oggettiva era del 31.6% nel primo gruppo e del 9.4% nel secondo (p < 0.001) anche se un maggior numero di eventi avversi è stato osservato nei pazienti trattati con FOSFIRINOX (5.4% ha manifestato neutropenia febbrile). A 6 mesi, solo il 31% dei pazienti in questo gruppo mostrava un peggioramento definitivo della qualità di vita rispetto al 66% di quelli trattati con gemcitabina (hazard ratio 0.47, IC 95%: 0.30 – 0.70; p < 0.001).
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