martedì, 4 ottobre 2022
Medinews
20 Ottobre 2014

FOLFIRI E CETUXIMAB VS FOLFIRI E BEVACIZUMAB COME TRATTAMENTO DI PRIMA LINEA DEI PAZIENTI CON TUMORE METASTATICO DEL COLON-RETTO: STUDIO FIRE-3, RANDOMIZZATO, DI FASE III, IN APERTO

Sebbene la percentuale di pazienti che ottiene una risposta obiettiva non sia diversa nei due trattamenti, l’associazione con una sopravvivenza globale più lunga suggerisce che FOLFIRI e cetuximab sia da preferire come regime di prima linea nei pazienti con tumore metastatico del colon-retto con KRAS ‘wild-type’ all’esone 2. Cetuximab e bevacizumab hanno entrambi mostrato migliorare gli ‘outcome’ dei pazienti con tumore metastatico del colon-retto, quando aggiunti ai regimi chemioterapici, tuttavia, la loro efficacia comparativa quando associati a fluorouracile, acido folinico (leucovorin) e irinotecan in prima linea è ancora sconosciuta. I ricercatori tedeschi, in collaborazione con colleghi dell’Università di Vienna, hanno dunque comparato questi agenti in pazienti con tumore metastatico del colon-retto con KRAS ‘wild-type’ al codone 12/13 (esone 2). In questo studio di fase III, randomizzato, in aperto, pubblicato sulla rivista The Lancet Oncology (leggi abstract), gli autori hanno arruolato, in centri tedeschi e austriaci, pazienti di età compresa tra 18 e 75 anni con tumore del colon-retto confermato istologicamente, in stadio IV, performance status ECOG (Eastern Cooperative Oncology Group) compreso tra 0 e 2, con un’aspettativa di vita stimata superiore a 3 mesi e adeguata funzione d’organo. I pazienti sono stati randomizzati centralmente (1:1), via fax, a FOLFIRI e cetuximab oppure a FOLFIRI e bevacizumab (in blocchi scambiati di dimensioni casuali variabili), stratificati secondo performance status ECOG, numero di localizzazioni metastatiche, numero di globuli bianchi e livelli di fosfatasi alcalina. Endpoint primario era la risposta obiettiva analizzata secondo ‘intention-to-treat’. Lo studio ha attualmente completato l’arruolamento, ma il follow-up dei partecipanti è ancora in corso. I risultati indicano che, tra il 23 gennaio 2007 e il 19 settembre 2012, sono stati randomizzati 592 pazienti con tumori KRAS ‘wild-type’ all’esone 2 che hanno ricevuto il trattamento: 297 sono stati inclusi nel gruppo con FOLFIRI e cetuximab e 295 in quello con FOLFIRI e bevacizumab. Una risposta obiettiva è stata osservata in 184 pazienti (62.0%, IC 95%: 56.2 – 67.5) inclusi nel gruppo trattato con cetuximab e in 171 (58.0%, IC 95%: 52.1 – 63.7) randomizzati a bevacizumab (odds ratio 1.18, IC 95%: 0.85 – 1.64; p = 0.18). La sopravvivenza mediana libera da progressione è risultata di 10.0 mesi (IC 95%: 8.8 – 10.8) nel gruppo con cetuximab e di 10.3 mesi (IC 95%: 9.8 – 11.3) in quello con bevacizumab (hazard ratio [HR] 1.06, IC 95%: 0.88 – 1.26; p = 0.55), ma la sopravvivenza globale mediana era rispettivamente 28.7 mesi (IC 95%: 24.0 – 36.6) e 25.0 mesi (IC 95%: 22.7 – 27.6) con un HR di 0.77 (IC 95%: 0.62 – 0.96; p = 0.017). I profili di sicurezza erano coerenti con i già noti effetti collaterali dei farmaci utilizzati nello studio. Gli eventi avversi di grado 3 o peggiore più comuni, in entrambi i gruppi di trattamento, erano tossicità ematica (73 di 297 pazienti [25%] nel gruppo con cetuximab vs 62 di 295 pazienti [21%] con bevacizumab), reazioni cutanee (rispettivamente, 77 [26%] vs 6 [2%]) e diarrea (rispettivamente, 34 [11%] vs 40 [14%]). In conclusione, sebbene la percentuale dei pazienti che ottiene una risposta obiettiva non differisca significativamente tra i gruppi di trattamento (FOLFIRI e cetuximab vs FOLFIRI e bevacizumab), l’associazione con una più lunga sopravvivenza globale suggerisce che FOLFIRI e cetuximab sia da preferire come regime di prima linea nei pazienti con tumore metastatico del colon-retto con KRAS ‘wild-type’ all’esone 2.
TORNA INDIETRO