domenica, 5 febbraio 2023
Medinews
18 Ottobre 2010

FNOMCEO, NO A NORME RESTRITTIVE SU PART-TIME

“No a norme troppo restrittive sul part-time dei medici e degli infermieri. A pagarne le conseguenze sarebbero soprattutto le donne, che rappresentano ormai il 60% dei camici bianchi”. Ad affermarlo è Antonella Agnello, vicepresidente dell’Ordine dei medici di Padova e componente all’interno della Fnomceo del gruppo di studio sulla femminilizzazione della professione medica, che commenta così la norma inserita nel Ddl Lavoro – approvato in Senato e ora all’esame della Camera – che prevede regole più stringenti in materia part-time, compresa la possibilità della revoca dell’orario ridotto, nel caso l’amministrazione ritenga di avere vuoti in organico. Una stretta che potrebbe riguardare anche i contratti part-time stipulati, con le vecchie regole, prima del 2008. “Se si mettono troppi paletti – ha sottolineato Agnello – l’organizzazione del Servizio sanitario nazionale diventa difficile. Norme troppo restrittive sul part-time rischierebbero di penalizzare eccessivamente le donne che lavorano negli ospedali. Il part-time per una donna medico, soprattutto in alcune fasi della vita, penso a una mamma con i bimbi piccoli, è infatti fondamentale. Fermo restando – ha aggiunto – che capisco pure le esigenze delle aziende sanitarie e la difficoltà di organizzare al meglio il lavoro dei reparti”. “Se proprio questa norma dovesse entrare in vigore – ha proseguito Agnello – spero che non vada a penalizzare troppo le donne in camice bianco. Mi auguro comunque – ha concluso Agnello – che si sia pensato a un organismo di controllo che vigili sulla corretta applicazione della norma”.
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