lunedì, 4 maggio 2026
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9 Settembre 2019

First-line Immuno-Oncology Combination Therapies in Metastatic Renal-cell Carcinoma: Results from the International Metastatic Renal-cell Carcinoma Database Consortium

In metastatic renal-cell carcinoma (mRCC), recent data have shown efficacy of first-line ipilimumab and nivolumab (ipi-nivo) as well as immuno-oncology (IO)/vascular endothelial growth factor (VEGF) inhibitor combinations. Comparative data between these strategies are limited. To compare the efficacy of ipi-nivo versus IO-VEGF (IOVE) combinations in mRCC, and describe practice patterns and effectiveness of second-line therapies. Using the International Metastatic … (leggi tutto)

Il trattamento di prima linea del carcinoma a cellule renali ha visto recentemente l’introduzione di combinazioni di immunoterapie (Ipi-Nivo: ipilimumab e nivolumab) e le combinazioni di immunoterapia e inibitori di VEGF (IOVE: avelumab + axitinib, pembrolizumab + axitinib, bevacizumab + atezolizumab).
Non esistendo dati diretti di confronto tra i due tipi di combinazioni, lo studio retrospettivo di Dudani e coll, appena pubblicato su European Urology, fornisce dati interessanti sulla scelta del trattamento di prima linea. Si tratta di uno studio retrospettivo che ha incluso oltre 10.000 pazienti consecutivi affetti da carcinoma a cellule renali dall’International Metastatic Renal-cell Carcinoma Database Consortium, dei quali 188 trattati in prima linea con Ipi-Nivo o IOVE.
Lo studio ha dimostrato un tasso di risposta pari al 33% nei pazienti trattati con Ipi-Nivo vs 40% in quelli trattati con IOVE (IC 95%: -8 -22; p = 0,4), il tempo al fallimento del trattamento è stato pari a 14,3 vs 10,2 mesi (p = 0,2), il tempo al trattamento di seconda linea di 19,7 vs 17,9 mesi ( p = 0,4). I dati di sopravvivenza globale (OS), seppur immaturi non hanno mostrato differenze significative tra i due trattamenti (p = 0,17). Il secondo dato interessante dello studio proviene dalla descrizione del trattamento di seconda linea impiegato: il 34% dei pazienti ha ricevuto un trattamento di seconda linea, che nell’88% dei pazienti è stato un inibitore di VEGF (axitinib, cabozantinib, lenvatinib + everolimus, pazopanib o sunitinib). Il tasso di risposta all’inibitore di VEGF di seconda linea è stato inferiore nei pazienti trattati con IOVE versus Ipi-Nivo (15% vs 45%; IC 95%: 3-57; p = 0,04).
I limiti dello studio sono rappresentati dalla natura retrospettiva dello stesso e dal limitato numero di pazienti inclusi nell’analisi, soprattutto per quanto riguarda i dati sulla seconda linea dopo IOVE o Ipi-Nivo.
Si tratta tuttavia della prima ed al momento unica analisi di confronto tra le due strategie terapeutiche (Ipi-Nivo vs IOVE) in prima linea nel carcinoma renale metastatico, che non ha dimostrato differenze significative in termini di tasso di risposta, tempo al fallimento del trattamento, tempo alla seconda linea e OS. Nella pratica clinica al momento pertanto la scelta non può basarsi su dati di efficacia, ma esclusivamente sulla valutazione del profilo di tossictà dei trattamenti, i costi, la preferenza del medico e del paziente.
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