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26 Febbraio 2009

FILTRI LEUCORIDUTTIVI PER LA RIMOZIONE DI EMAZIE INFETTATE DA PLASMODIUM FALCIPARUM

Confermata al microscopio elettronico l’adesione delle emazie infettate ai filtri leucoriduttivi e la loro quantificazione con citofluorimetria a flusso

Negli ultimi anni si è osservata una riduzione di incidenza della malaria indotta da trasfusione. Questa diminuzione è coincisa con la diffusione dell’uso di filtri leucoriduttivi. Emazie infettate con Plasmodium falciparum hanno le stesse caratteristiche di superficie dei globuli rossi nell’anemia falciforme (che contengono emoglobina S). Poiché le unità di sangue raccolte da pazienti con anemia falciforme non filtrano in modo ottimale per l’aderenza delle emazie ai filtri, gli autori dello studio, pubblicato nella rivista Transfusion (leggi abstract originale), hanno valutato la possibilità di far aderire ai filtri anche le emazie infettate dall’agente malarico. I ricercatori del reparto di medicina trasfusionale del Walter Reed Army Institute of Research di Silver Spring hanno utilizzato sangue totale di pazienti con malaria o trattato con ionoforo del calcio (A25187) ed emazie di controllo, per sottoporli a filtrazione attraverso filtri leucoriduttivi. La quantificazione delle emazie infette da malaria prima e dopo filtrazione è stata condotta con citometria a flusso, per valutare la presenza di DNA malarico e il legame con annexina V (nelle emazie trattate con A25187). Immediatamente dopo il procedimento, i filtri sono stati fissati ed esaminati con scanning e microscopia elettronica. Gli autori hanno osservato almeno 3 configurazioni di adesione delle emazie infette ai filtri: la prima per adesione diretta alle fibre dei filtri, la seconda coinvolgeva l’adesione delle emazie infette alle piastrine, che rimanevano adese alle fibre dei filtri, e la terza per adesione delle emazie infette alle emazie normali. La filtrazione portava anche a rimozione preferenziale delle cellule che esprimevano fosfatidilserina, come già osservato per la riduzione del legame di annexina V dopo filtrazione. Questo era confermato dall’esame in microscopia elettronica dei filtri nei quali le emazie non trattate si fermavano (sulla porzione superiore delle fibre). Le emazie trattate con ionoforo aderiscono fermamente ai filtri. L’espressione di fosfatidilserina sulla superficie delle emazie porta ad adesione ai filtri leucoriduttivi. Le emazie infette dall’agente malarico sono, quindi, trattenute attraverso più di un meccanismo, ma sono necessari ulteriori studi per determinare l’efficienza di rimozione.


SIEnews – Numero 5 – 5 marzo 2009
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