martedì, 5 luglio 2022
Medinews
9 Aprile 2017

Fifth Ovarian Cancer Consensus Conference of the Gynecologic Cancer InterGroup: first-line interventions

The consensus statements regarding first-line therapies in women with ovarian cancer, reached at the Fifth Ovarian CancerConsensus Conference held in Tokyo, Japan, in November 2015 are reported. Three topics were reviewed and the following statements are recommended: (i) Surgery: the subgroups that should be considered in first-line ovarian cancer clinical trials should be (a) patients undergoing primary debulking surgery and (b) patients receiving neo-adjuvant … (leggi tutto)

L’articolo riporta gli statement sul trattamento di prima linea del carcinoma dell’ovaio emersi dalla V conferenza mondiale che si è tenuta a Tokyo a novembre 2015. La Conferenza ha avuto lo scopo di affrontare la metodologia dei nuovi trial nel trattamento del carcinoma dell’ovaio ma osservati dal punto di vista del braccio standard, con chiare ripercussioni nella pratica clinica. Viene ribadito che alla diagnosi di carcinoma dell’ovaio la paziente deve essere valutata da un ginecologo oncologo che deciderà se la paziente è suscettibile di un trattamento di chirurgia primaria con finalità di citoriduzione ad assenza di malattia macroscopica o di una chemioterapia neoadiuvante, avendo chiaro che i due gruppi rappresentano due categorie prognostiche completamente separate. Il trattamento chemioterapico standard rimane la combinazione carboplatino-paclitaxel cui si possono aggiungere però oggi altre 3 opzioni standard derivanti da livelli di evidenza 1: la chemioterapia intraperitoneale, la chemioterapia con il taxolo in somministrazione ‘dose dense’ e la chemioterapia standard con l’aggiunta del bevacizumab. Viene ribadito che sebbene la sopravvivenza globale sia l’end-point cui ambire negli studi di prima linea, la sopravvivenza globale nei tumori ovarici è difficile da dimostrare vista la lunga sopravvivenza ‘post-progression’, per cui la sopravvivenza libera da progressione diventa l’end-point preferito, a condizione che sia clinicamente rilevante e accompagnata da una serie di end-point accessori come la qualità di vita, il tempo alla seconda e successiva progressione e a considerazioni di farmaco-economia.
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