martedì, 27 luglio 2021
Medinews
11 Gennaio 2011

FIBRILLAZIONE: PEPTIDI NATRIURETICI INDICATORI AGGIUNTIVI DI RISCHIO

I peptidi natriuretici sono gli unici, tra i più recenti biomarcatori adottati nella pratica clinico-diagnostica, in grado di migliorare leggermente l’accuratezza predittiva della fibrillazione atriale rispetto ai parametri di rischio tradizionali nelle persone asintomatiche. È quanto ha stabilito un’équipe internazionale di ricercatori coordinata da Jan Gustav Smith, del dipartimento di Scienze cliniche dell’università di Lund (Svezia). Smith e colleghi hanno valutato, in 5.187 persone coinvolte in uno studio di comunità (Malmö Diet and Cancer Study), le performance dei fattori convenzionali di rischio e di altri sei biomarcatori: il frammento medioregionale del peptide natriuretico proatriale (Mr-proAnp), il frammento N-terminale del peptide natriuretico di tipo pro-B (Nt-proBnp), il frammento medioregionale della proadrenomedullina, la cistatina C, la proteina C-reattiva e la copeptina. Nel complesso di un follow-up medio di 14 anni, sommando la rilevazione dei biomarcatori a quella dei fattori tradizionali, si è osservato un miglioramento netto di riclassificazione nel 7% dei pazienti con fibrillazione. Da notare, nello stesso studio, che risultati ancora più significativi si sono verificati per la riclassificazione dello scompenso. L’aggiunta della proteina C-reattiva ai peptidi natriuretici non ha mostrato di migliorare la discriminazione o la riclassificazione.

DoctorNews – J Am Coll Cardiol
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