venerdì, 23 luglio 2021
Medinews
6 Dicembre 2011

FIBRILLAZIONE ATRIALE: LA FUNZIONE RENALE MIGLIORA DOPO L’ABLAZIONE

I pazienti che soffrono di fibrillazione atriale sono frequentemente colpiti anche da disfunzione renale di grado da lieve o moderato che può risultare predittiva di morbilità e mortalità cardiovascolare. In seguito al trattamento chirurgico di risoluzione dell’aritmia mediante ablazione transcatetere con radiofrequenza, si è evidenziato anche un miglioramento della funzionalità renale. La dimostrazione proviene da uno studio prospettico condotto da Yoshihide Takahashi, dell’ospedale Kyousai di Yokosuka (Giappone) e collaboratori, su 386 pazienti con fibrillazione atriale (parossistica in 135 casi, persistente in 106, persistente di lunga durata in 145) sottoposti ad ablazione transcatetere e seguiti per 1 anno. In tutti i pazienti arruolati nello studio si è stimato il tasso di filtrazione glomerulare (indicativo della funzionalità renale) prima dell’intervento e ad 1 anno dall’ablazione. All’inizio della ricerca, i valori di filtrazione glomerulare erano compresi tra 60 e 89 mL/min nel 66% dei pazienti, e fra 30 e 59 mL/min nel 26% dei casi. Al follow-up di 1 anno, in tutto 278 pazienti (72%) non erano più aritmici. In queste persone, il tasso di filtrazione glomerulare era aumentato 3 mesi dopo l’ablazione e si era mantenuto elevato per un anno, mentre nei pazienti con recidive, il tasso di filtrazione glomerulare era diminuito nel corso dei 12 mesi. Qualunque fosse il valore basale di filtrazione glomerulare, il miglioramento di tale funzione a 1 anno dall’ablazione era maggiore nei pazienti senza aritmia rispetto a quelli con recidive.

DoctorNews – Circulation
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