martedì, 27 luglio 2021
Medinews
12 Giugno 2012

FIBRILLAZIONE ATRIALE: GLI ACIDI GRASSI LIBERI POSSONO SERVIRE AD ANTICIPARE LA DIAGNOSI

Livelli plasmatici elevati di acidi grassi liberi (FFA) costituiscono un campanello d’allarme per la fibrillazione atriale, in aggiunta ai già noti fattori di rischio per tale patologia. “Se i nostri risultati saranno confermati da altre ricerche – ha affermato Owais Khawaja, del Brigham and Women ‘s Hospital di Boston negli Usa, che ha condotto lo studio su gruppi di pazienti anziani in residenza assistita – gli FFA potranno servire a identificare gli anziani più a rischio di fibrillazione atriale”. Alti livelli di acidi grassi liberi sono associati a resistenza all’insulina, ipertensione e inattività fisica ma fino ad oggi il rapporto con la fibrillazione atriale, scrivono gli autori, “non era stato studiato nella popolazione generale, compresi gli adulti più anziani, un gruppo estremamente vulnerabile a tale gruppo di patologie”. La nuova ricerca ha coinvolto più di 4.000 persone (n=4.175) di almeno 65 anni d’età, facenti parte della coorte dello studio prospettico Cardiovascular Health. Gli FFA sono stati misurati nel 1992 e nel 1993. Il tasso relativo di incidenza di fibrillazione atriale variava da 1 per il quartile più basso di concentrazione di FFA a 1,29 per il quartile di valore plasmatico massimo di acidi grassi liberi. Tali rapporti si sono mantenuti quando il follow-up è stato limitato a 5 anni. “Nonostante prevenire la fibrillazione atriale possa risultare piuttosto complesso – scrivono i ricercatori – terapie innovative sono sempre più disponibili per convertire e mantenere il ritmo sinusale normale; identificare precocemente i pazienti con fibrillazione atriale potrebbe consentire di anticipare la cura con anticoagulanti per prevenire eventi cerebrovascolari in questi pazienti”.

American Journal of Cardiology
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