mercoledì, 8 febbraio 2023
Medinews
25 Ottobre 2010

FAZIO: SSN BUONO MA TROPPO OSPEDALOCENTRICO

“Da due anni e mezzo, da quando cioè sono al Ministero, prima come sottosegretario e ora come ministro mi sono accorto di due cose e ho sviluppato due convinzioni. La prima e’ che abbiamo un Servizio sanitario nazionale straordinario. Un sistema che non ha eguali e che spalmato sulle regioni offre una gestibilità maggiore rispetto anche a quello inglese dal quale il nostro Ssn ha preso ispirazione; la seconda convinzione e’ che il sistema e’ buono ma e’ eccessivamente ospedalocentrico e per questo occorre lavorare maggiormente sul territorio”. Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, intervendo a Lecce al 43^ Congresso nazionale del Sumai Assorpof. Fazio ha poi ricordato quanto fatto dal Governo in questi due anni e mezzo per il territorio e così ha parlato di continuità assistenziale “per decomprimere i pronto soccorso” e dei decreti attuativi inviati alla Conferenza Stato-Regioni per riorganizzare le farmacie in modo da renderle strutture in grado di svolgere analisi e prenotare esami con anche la presenza di infermieri e fisioterapisti. Sempre in Conferenza Stato-Regioni ha riferito il ministro “c’e’ il piano per le liste d’attesa divise per tipologie d’intervento”, oltre alla rete territoriale delle cure palliative. Sul sito del Ministero il ministro ha ribadito “c’e’ una lista di 34 indicatori di qualità” per cui malattie come il diabete e la polmonite devono essere trattate sul territorio. Obiettivo e’ “mettere a nudo gli amministratori” evitando gli sprechi e misurando “gli output perché non si può migliorare senza osservare”. In merito ai ‘Piani di rientro’, Fazio ha ribadito il suo ottimismo “e credo che i piani di rientro siano un’occasione irripetibile per creare quel percorso ospedale-territorio che non e’ stato creato in quelle regioni”. In merito al fatto che il 40% dei ricoveri e’ a carico degli ultrasessantacinquenni, e questo per il ministro non e’ più sostenibile, Fazio ha aggiunto come il sistema tra 30 anni va al collasso se si continua in questo modo. Il territorio e’ dunque la risposta. Meglio, la sua riorganizzazione che “e’ una scelta obbligata oltre che strategica per il prossimo triennio”. Continuità assistenziale, promozione del governo clinico e rischio clinico questi i tre obiettivi. Oltre al potenziamento della rete nazionale ed empowerment del cittadino attraverso le associazioni.
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