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27 Aprile 2010

FAZIO, ON LINE TRASPARENZA SU QUALITA’ SERVIZI

Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, lancia l’operazione trasparenza nella sanità. Il lavoro delle Asl e delle aziende ospedaliere sarà sotto gli occhi di tutti i cittadini attraverso il portale del dicastero. L’efficienza, l’appropriatezza dei servizi erogati per la prima volta sono in Italia oggetto di verifica attraverso dati assunti con le schede di dimissione ospedaliere o altri flussi ministeriali. “E’ il risultato del lavoro di due anni”, ha sottolineato il ministro della Salute, l’obiettivo “non e’ fare graduatorie” ma ridurre “gli spazi di sanità non buona e gli sprechi” dimostrando che e’ possibile fare buona sanità. E’ stato elaborato un primo gruppo di indicatori per misurare l’efficienza e la qualità dei servizi erogati. Si tratta di un set di 34 indicatori – 23 di valutazione e 11 di osservazione – utili per comprendere criticità ed elementi positivi dei principali aspetti della sanità. La qualità del servizio sanitario e’ “complessivamente buona anche se emergono importanti disomogeneità”, ha sottolineato Fazio durante la conferenza stampa di illustrazione dei dati che si e’ svolta a Palazzo Chigi alla presenza del sottosegretario Paolo Bonaiuti che, da parte sua, ha parlato di “operazione di trasparenza e concretezza”, affermando che il ministero ha “letteralmente messo sotto una sorta di raggi x le Asl e le aziende ospedaliere”. Dai 34 indicatori di valutazione, ha sottolineato Fazio, si evidenzia come la “buona sanità costi meno di quella cattiva”. Da oggi, ha detto ancora, “chiunque sarà in grado di andare a vedere Asl per Asl, azienda ospedaliera per azienda ospedaliera, quanti siano i parti cesarei eseguiti o quali siano i tempi, che devono essere brevi, per un’operazione dovuta alla frattura di un femore. Per la prima volta nel nostro Paese il risultato di quello che avviene in ogni Asl e in ogni regione sarà disponibile”. E’ la prima volta, ha concluso, “che il ministero autorizza la diffusione di questi dati. Siamo tra i primi paesi al mondo a fare questo tipo di approfondimento”. Quanto all’uso che il Governo farà dei dati elaborati nell’ambito del progetto Siveas al laboratorio della scuola superiore Sant’Anna di Pisa, il ministro della Salute ha risposto: “Non e’ un problema di pressione politica o di fondi, perché io conto di risparmiare nel mettere a posto la sanità. Pensiamo di utilizzare i dati anche per la definizione dei costi standard, ma certo non con un’applicazione cieca di questi”.
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