giovedì, 26 novembre 2020
Medinews
7 Marzo 2011

FAZIO, NUOVA RETE ASSISTENZA FONDATA SUL TERRITORIO

Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha spiegato i principali aspetti della riforma del sistema sanitario. “Il SSN non sarò più incentrato solo sugli ospedali, ma su una rete di assistenza distribuita sul territorio. Ci sarà un maggior coinvolgimento dei medici di medicina generale e anche delle farmacie, che diventeranno strutture di cure primarie. I ricoveri in ospedale dovranno limitarsi ai casi strettamente necessari e comunque si cercherà di evitarli per le malattie croniche, che aumenteranno a causa dell’invecchiamento della popolazione”. Fazio si dice poi preoccupato per il fenomeno dell’obesità infantile: “Mi preoccupa la ridotta attività fisica. Abbiamo troppi giovani che passano ore davanti alla televisione e ai videogiochi. Il primato del sovrappeso e dell’obesità infantile, che possono portare a seri problemi cardiovascolari, spetta alla Campania. Bisogna unire l’esercizio fisico a una migliore alimentazione. La presenza dei distributori automatici di frutta nelle scuole e’ una prima risposta a questo problema”. Fazio ha giudicato non preoccupante il calo dei trapianti: “Non dobbiamo preoccuparci troppo perché con i progressi della medicina sono molto migliorati i trattamenti delle insufficienze acute di organi come il cuore o il rene. Oggi, in presenza di organi artificiali e di altre forme di cura, ad esempio quelli basati sulle cellule staminali, il trapianto non e’ più l’unica soluzione per molte forme di insufficienza”. Su un piano più strettamente politico, Fazio si dice convinto che il federalismo aiuterà la sanità italiana a diminuire le differenze qualitative tra regione e regione: “Con il federalismo vogliamo garantire a tutte le Regioni gli alti standard di efficienza che oggi abbiamo in Lombardia, Veneto, Emilia e Toscana. La buona qualità delle prestazioni avrà anche come conseguenza una riduzione dei costi”. Il ministro annuncia una grande banca dati nazionale delle malattie rare e rileva come per il sostegno delle tante patologie che attendevano di essere riconosciute come rare – “da parte nostra c’è stato l’inserimento nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) delle patologie che chiedevano di essere riconosciute come tali” -, si attenda il via libero dal ministero dell’Economia per la sostenibilità economica del piano.
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