venerdì, 24 settembre 2021
Medinews
12 Gennaio 2009

FAZIO, NEL 2009 MENO OSPEDALI E PIÙ PRESTAZIONI

Chiusura dei piccoli ospedali, riduzione dei posti letto, strutture sperimentali aperte 24 ore su 24 in alcune regioni che consentano l’abbattimento dell’accesso ai pronto soccorso per i codici bianchi e verdi. Risultato: più efficienza, qualità e meno liste d’attesa per i cittadini. E’ il 2009 della sanità italiana visto dal sottosegretario con delega alla Salute Ferruccio Fazio. Il sottosegretario cita come esempio il San Giacomo di Roma al centro di polemiche: ospedali come questo verranno trasformati per garantire la continuità assistenziale sul territorio. IL NOSTRO SERVIZIO SANITARIO. “Il sistema sanitario italiano – ha spiegato Fazio – e’ buono e assolutamente non migliorabile. Non soltanto per l’universalità delle cure, ma soprattutto per l’impianto del sistema stesso che ha la giusta dimensione, quella regionale. Il problema principale e’ proprio rappresentato dalle differenze tra regione e regione ma il giorno che funzionerà in modo ottimale, le varie esperienze regionali andranno a confrontarsi fra di loro e questo sarà un ulteriore modo di raffinare il sistema e di andare in direzione positiva”. COSA NON VA. “Attualmente – ha sottolineato Fazio – in alcune regioni la sanità e’ meno buona da un punto di vista qualitativo ed e’ anche più costosa, come si dice non e’ virtuosa. E’ invece ormai ampiamente dimostrato che la buona sanità razionalizzata costa di meno di quella scadente. Sappiamo che il 78% del deficit e’ localizzato in tre regioni: Sicilia, Campania e Lazio; poi ci sono regioni come Abruzzo, Molise e Calabria che hanno dei problemi. Occorre puntare sui piani di rientro”. LE PRIME SOLUZIONI. “Entro il 2009 avremo delle strutture sperimentali in alcune regioni le quali consentano a chi ha un problema di non dover avere un accesso al pronto soccorso ma di avere il cosiddetto servizio H24 che presenteremo a febbraio cioè di accedere ad associazioni di medici di base le quali sono anche associate con la diagnostica ambulatoriale, in grado di fare un certo tipo di diagnosi di primo livello e quindi di spostare gran parte dei codici bianchi e verdi in quella direzione. A questo punto ospedali come il San Giacomo verranno trasformati per garantire la continuità assistenziale sul territorio. Gli ospedali dovranno migliorare sia dal punto di vista della tipologia di ricovero che dell’appropriatezza, eliminando ad esempio gli eccessi di parti cesarei, come il 62% della Campania, attestandosi sul 25%, o togliere i ricoveri per diabete non scompensato o per ipertensione essenziale”. RIDUZIONE DEI POSTI LETTO. “L’anno 2009 sarà quello in cui le regioni, con il nuovo Patto della salute, dovranno decidere di chiudere i piccoli ospedali – ha proseguito Fazio – o comunque di ridurre i posti letto da 4,5 a 4 per mille abitanti. Stiamo infatti sviluppando il territorio sia nelle regioni oggetto del piano di rientro sia nelle altre. Per questo e’ fondamentale il monitoraggio dei ricoveri e l’appropriatezza: abbiamo la nuova disciplina dei Drg, un aggiornamento ancora della disciplina americana, ma che nel giro di un anno verranno personalizzati sul modello italiano. Mentre per i Lea abbiamo fatto già un lavoro di aggiornamento”. LE LISTE D’ATTESA. “Abbiamo due modi per ridurre le liste d’attesa – ha affermato il sottosegretario Fazio – riformare e sistematizzare il Cup, collegando i vari centri di prenotazione regionali, trasformandoli in interregionali. Applicare le cinque fasce dell’urgenza della prestazione che noi abbiamo suggerito alle regioni. Credo che con questi sistemi, già tra un anno potremo vedere risultati importanti. Poi lo spostamento sul territorio degli esami strumentali evitando ad esempio di dover attendere il ricovero per una Tac. Un ricovero ospedaliero costa tra l’altro 600-700 euro al giorno”. LA GESTIONE DELLE AZIENDE SANITARIE. “Esiste un ddl in discussione al Parlamento – ha proseguito Fazio – che prevede una scelta più trasparente dei manager. Poi c’e’ la verifica dei manager sull’appropriatezza delle prestazioni ospedaliere e ambulatoriali, sull’appropriatezza di beni e servizi e sull’attività dei medici e del personale. Per far questo abbiamo affidato all’Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, che così diventa ente terzo, questo compito: insieme alle regioni metterà a punto i meccanismi di controllo soprattutto sui risultati di manager e medici. IL FEDERALISMO. “Non pensiamo in un anno di poter fare tutto – ha concluso Fazio – ma certamente molto potrà realizzarsi nell’arco della legislatura. Da questo punto di vista sarà importante il federalismo che implica che le regioni che non si mettono in regola da un punto di vista economico, che poi corrisponde alla qualità, vanno incontro al fallimento politico. Credo che il federalismo servirà molto a migliorare il servizio sanitario per i cittadini italiani”.
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