domenica, 3 luglio 2022
Medinews
20 Settembre 2011

FAVO PORTA ALL’ONU ESPERIENZA ITALIANA PER NUOVA POLITICA SANITARIA MONDIALE CONTRO LE MALATTIE NON TRASMISSIBILI

Si chiude oggi a New York la Riunione di Alto Livello all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per la lotta alle malattie non trasmissibili (NCDs): cancro, diabete, malattie cardiovascolari e quelle respiratorie croniche. Al meeting sono stati invitati tutti i Capi di Stato e di Governo. L’Italia è rappresentata da una delegazione del Governo italiano e da F.A.V.O., unica organizzazione non governativa europea presente all’evento. Nel mondo 3 persone su 5, 36 milioni ogni anno, muoiono a causa di malattie non trasmissibili. Di queste, 9 milioni muoiono prima dei 60 anni, quasi tutti (il 90%) nei Paesi in Via di Sviluppo. Persone che potrebbero essere salvate con una strategia politica sanitaria comune. Molti, dunque, i temi caldi sui tavoli di lavoro, in particolar modo la prima tavola rotonda è stata dedicata “All’aumento dell’incidenza di queste malattie e all’impatto sociale ed economico delle NCDs e ai loro fattori di rischio”. Francesco De Lorenzo, Presidente della Federazione, ha dichiarato: “Noi di FAVO lotteremo affinché l’impatto sociale ed economico per le malattie non trasmissibili venga inserito nell’Agenda delle Nazioni Unite. È ancora troppo alta la disparità di cura tra i pazienti nel mondo. Un tema questo a noi caro, inserito anche nel ‘III Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici’ presentato nel maggio scorso. La nostra esperienza di volontariato con i malati di cancro ci insegna, ancora, che è fondamentale sostenere le persone e le famiglie non solo durante la cura ma soprattutto dopo, quando i pazienti ritornano alla vita di tutti i giorni. L’Italia è un Paese all’avanguardia in materia, sia a livello normativo, sia a livello assistenziale e noi siamo qui oggi, in rappresentanza dei malati oncologici italiani ed europei, proprio per spiegare e condividere il percorso italiano con gli altri Paesi e per sollecitare l’intervento delle Nazioni Unite. Le sole che possono dare un forte segnale a quei Paesi dove, per esempio, la sanità è privata e quindi curare e assistere il malato di cancro diviene non solo un calvario per la famiglia ma un fattore di impoverimento dello stesso nucleo familiare per gli elevati costi da sostenere”. La seconda tavola rotonda è stata dedicata al “rafforzamento delle capacità nazionali, nonché alle politiche specifiche, per affrontare la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili”. Per Elisabetta Iannelli, Vicepresidente dell’AIMaC, da questi incontri può nascere una nuova politica sanitaria mondiale: “In Italia F.A.V.O da sempre si batte perché siano incrementati gli screening sui tumori, per evitare discriminazioni per l’accesso alle diagnosi, cure, prestazioni riabilitative, terapie del dolore e tutti quegli aspetti essenziali per l’assistenza e la cura di un malato. Siamo particolarmente soddisfatti che la dichiarazione insista sulla necessità di incrementare l’utilizzo dei vaccini ed il ricorso agli screening, così come su una maggiore tassazione del tabacco per ridurne il consumo”. Oggi, nella giornata conclusiva dei lavori si è discusso, nella terza tavola rotonda, di “cooperazione internazionale, coordinamento, per affrontare le malattie non trasmissibili”, dove F.A.V.O ha già un ruolo da protagonista. Sei mesi fa, infatti, Elisabetta Iannelli è stata contattata dall’American Cancer Society per essere uno degli 80 “ambasciatori della società civile” provenienti da tutto il mondo che avrebbero rappresentato i malati oncologici al Summit. Non solo, il presidente di F.A.V.O, Francesco De Lorenzo, in qualità di Vicepresidente della European Cancer Patients Coalition (ECPC) è a New York in qualità di rappresentante dei malati europei.
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